Sinodo: rapporto nazionale della Chiesa di Moldavia, “vogliamo una Chiesa coraggiosamente più missionaria”

“Noi avvertiamo la necessità di una evangelizzazione sullo stile missionario”. È quanto scrive la piccola Chiesa di Moldova nel rapporto nazionale che è stato presentato a Praga alla “Tappa Continentale del Sinodo” che si è svolta al 5 al 12 febbraio. È uno stile che parte “dall’interno delle realtà ecclesiali bisognose di una conversione pastorale”, non teme “il dialogo e l’incontro”, abbatte “ogni distanza e differenza”, sa “essere alternativa agli schemi di una società materialista ed incapace di vivere il coraggio evangelico dell’amore che vince realmente le guerre e le divisioni. Una Chiesa coraggiosamente più missionaria”. La Chiesa moldava parla nel suo contributo dei cattolici che migrano dalle loro terre di origine strappando “le proprie radici” e “avvertendo la difficoltà del radicamento in altri territori, non sempre accoglienti, seppur cattolici”. Sono “gli esclusi ed i migranti per povertà, sradicati dalla storia, come nel caso dei migranti cattolici provenienti dall’est d’Europa”. “Ed è proprio in un processo di globalizzazione che la dimensione missionaria deve essere una realtà che sostenga il cammino oltre i confini delle proprie realtà ecclesiali” ed essere quindi “una comunità cattolica veramente globale”.

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