Bahrain: Roma, lancio europeo della Dichiarazione del Regno di Bahrain, “quando il clero estremista predica odio, violenza e cerca di gettare i semi della discordia, sta incitando la profanazione del nome di Dio”

(Foto: Vatican Media/SIR)

“Celebriamo la religione come tra le più grandi forze del bene nel nostro mondo, che principalmente ha ispirato le persone a condividere lo stesso bene con i propri simili. La comunità mondiale riconosce che la fede e l’espressione religiosa siano dei diritti fondamentali e inalienabili. Tuttavia, ora, come in altri periodi del passato, la religione è troppo spesso usata come sanzione divina per diffondere odio e dissenso. Piuttosto che sostenere le persone durante una crisi, la religione è stata usata per contribuire alla crisi, e a volte ha creato ulteriori crisi”. Così si legge nella Dichiarazione del Regno del Bahrein che contiene “le indicazioni, gli obiettivi e i nobili messaggi del Re Hamad bin Isa Al Khalifa, il monarca del Paese, che includono la promozione della tolleranza e della convivenza pacifica e il riavvicinamento religioso”. Il lancio europeo del testo ha avuto luogo oggi a Roma per iniziativa del King Hamad Global Center for Peaceful Coexistence e “This is Bahrain”, alla presenza di circa oltre 300 dignitari di Bahrain e Italia, e più di 100 laureati della Cattedra King Hamad per il dialogo interreligioso e la coesistenza pacifica provenienti dall’Italia e da altri Paesi del mondo. La Dichiarazione ribadisce che “quando il clero estremista predica odio, violenza e cerca di gettare i semi della discordia, questo sta incitando la Profanazione del nome di Dio”. Uno dei punti fondanti del testo è la libertà di scelta, definita “dono divino”: “dichiariamo che qualsiasi individuo ha la libertà di praticare la propria religione, purché non arrechi danno agli altri, rispetti le leggi della terra e si assuma le responsabilità, spirituali e materiali, delle proprie scelte”. Nella Dichiarazione viene riconosciuto il fatto che “le religioni possano essere in disaccordo nell’interpretare la volontà di Dio, ma tutte le religioni illuminate rifiutano di invocare il Suo nome per legittimare la violenza contro le persone innocenti. Questa è una chiara profanazione del Suo nome, piuttosto che un adempimento della Sua volontà”. Vengono quindi rinnegate “pratiche come la semina del terrore, l’incoraggiamento dell’estremismo e della radicalizzazione, gli attentati suicidi, la promozione della schiavitù sessuale e l’abuso di donne e bambini”. Un capitolo è dedicato ai diritti e ai doveri religiosi dove viene ribadito che “alle persone di tutte le fedi, dovrebbe essere concesso il diritto di riunirsi per venerare, educare, celebrare e praticare i requisiti delle loro rispettive fedi. È responsabilità dei governi rispettare e proteggere equamente sia le minoranze che le maggioranze religiose. Tutte le persone di fede e le loro comunità hanno la responsabilità particolare di dimostrare ai loro vicini che l’estremismo non è più sacro della moderazione”. La Dichiarazione termina con l’impegno “ad insegnare ai nostri figli, con l’esempio, che compiendo semplici atti di gentilezza e compassione stiamo agendo per ordine di Dio e invochiamo il Suo bene nel mondo. Ci impegniamo a lavorare per un mondo in cui le persone di credo sincero si uniscono per respingere ciò che li divide, e si concentrano invece sulla celebrazione e sull’espansione di ciò che li unisce. In tal modo, sfruttiamo l’enorme potere collettivo della Fede per unire il mondo in pace, dove la religione è una benedizione per tutti, e dove prevale lo spirito benedetto del rispetto e dell’amore reciproco”. Dalla regione dove nacquero le tre religioni abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo e Islam, ndr.) dichiariamo che “faremo tutto ciò che è in nostro potere per assicurarci che la Fede religiosa sia una benedizione per tutta l’umanità e il fondamento per la pace nel mondo”.

La Dichiarazione del Bahrain è stata lanciata per la prima volta nel 2017 a Los Angeles in occasione di un “evento storico” cui ha partecipato il Principe Naser Bin Hamad Al Khalifa e co-sponsorizzato dal centro Simon Wiesenthal; a questo è seguito un secondo lancio nel 2020 a San Paolo in Brasile, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica Federale del Brasile, Jair Messias Bolsonaro. La Dichiarazione del Regno del Bahrein è stata citata anche da Papa Francesco, durante il viaggio apostolico nel Paese del Golfo, nel suo discorso a chiusura del “Bahrain forum for dialogue: East and West for human coexistence” (4 novembre 2022).

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