Ucraina: lettera del Papa al popolo ucraino. Acli, “parole forti e nobili, diventino stimolo ad impegno per cessate il fuoco”

“Parole forti e nobili, autenticamente cristiane, cui ci uniamo di cuore, e che debbono diventare, anche in occasione dell’inizio dell’Avvento, uno stimolo per tutti i Governi e le forze politiche responsabili per arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco e ad una conferenza di pace e di sicurezza a livello europeo”. Così le Acli commentano la lettera che Papa Francesco ha inviato oggi al popolo ucraino, a nove mesi dallo scoppio della guerra. Un messaggio che “testimonia una volta di più la condivisione, da parte del Pontefice, del dolore e della sofferenza di una Nazione intera sottoposta ad un’ingiusta e violenta aggressione”. “La vicinanza del Papa è senza riserve – prosegue la nota delle Acli -, e ricorda tutte le dure prove a cui l’Ucraina è stata sottoposta nella sua storia plurimillenaria, compreso l’Holodomor, il grande genocidio per carestia decretato novant’anni fa dal regime staliniano verso una Repubblica percepita come indocile e ribelle”.
Papa Francesco “esprime solidarietà alle madri che debbono temere per i loro figli e magari anche piangerli, per i bambini rimasti senza famiglia, per i giovani che hanno dovuto abbandonare lo studio ed il lavoro per difendere coraggiosamente la Patria, ai volontari che si stanno adoperando per ridurre le sofferenze morali e materiali”. Ai governanti “richiede saggezza e lungimiranza, per la pace e la ricostruzione del Paese, e al mondo intero chiede di non abituarsi alla guerra, di non considerarla una condizione naturale, e di non dimenticare le sofferenze del popolo ucraino quando non sarà più sotto l’attenzione dei mass media”, concludono le Acli.

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