Cammino sinodale: Rivoltella, “i cantieri luogo per ripensare la forma della comunicazione”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Riflettere su visibilità e corporeità”, “ripensare il senso della comunicazione oltre la connessione”, “superare la sterile opposizione tra presenza e distanza”, “superare la velocità come logica di risoluzione dei problemi”, “usare la categoria della risonanza per ripensare le relazioni con il tempo sul piano sociale e sul piano degli apprendimenti”. Sono alcune delle “piste di lavoro” da utilizzare nei “cantieri sinodali” che Pier Cesare Rivoltella, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore e fondatore del Cremit, ha voluto indicare ai partecipanti al convegno “Utente e password. Connessioni e profezia”. “Nella nostra società informazionale, post-mediale e post-digitale – ha spiegato – sono messi in discussione il codice della visibilità, della corporeità e delle funzioni emotiva, referenziale e fatica”. Occorre, dunque, “ripensare la forma della comunicazione” e i “cantieri sinodali” possono essere il luogo e l’occasione per un contributo per “leggere la realtà superando la concezione per la quale la presenza sia sintomo automatico di qualità, per riflettere sulla confusione tra emozione e sentimento, per andare oltre la cultura dell’accelerazione insistendo sul tema dell’igiene del tempo”. ​

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