Festival Dottrina sociale: Galletti (Ucid), “la nuova sfida economica chiede strumenti nuovi”. Delle Site, “parlare con i giovani è scelta strategica fondamentale”

(Foto: Valentina Zamboni)

(da Verona) Oggi “i giovani non solo ascoltati ma su una serie di dossier possono fornire quella visione di lungo periodo che serve al Paese”. Ne è convinto Benedetto Delle Site, presidente nazionale del Movimento giovani dell’Ucid, che così si è espresso introducendo il panel “Verso una ‘sussidiarietà generazionale’. Le politiche pubbliche nel nuovo scenario del Pnrr” svoltosi nel pomeriggio della seconda giornata della XII edizione del Festival della Dottrina sociale al Palaexpo Verona Fiere.
Il Piano nazionale di ripresa e resilienza, ha osservato, significa anche “nuovo debito pubblico che graverà sulle prossime generazioni”. Una sottolineatura legata al “principio di sussidiarietà”, secondo il quale “i soggetti che sono più prossimi al problema sono i più titolati a trovare le soluzioni per affrontarli”. Per questo, ha ammonito Delle Site, “per noi parlare con i giovani è un dovere morale per il decisore pubblico ma è anche una scelta strategica fondamentale”.
Secondo mons. Gianni Fusco, animatore spirituale del Movimento giovani dell’Ucid, è ora di un “protagonismo giovanile anche in campo imprenditoriale”. “Il tema sussidiarietà è urgente e attuale”, ha proseguito rimarcando l’importanza della “sussidiarietà orizzontale” a maggior ragione in un momento di passaggio “dal welfare state al welfare community”. Questa “nuova frontiera, nuova visione” deve però tener conto del fatto che è essenziale che “il patrimonio delle generazioni precedenti – che hanno fatto tanto – non vada perduto”. E ha chiesto ai giovani di essere protagonisti di “una nuova evoluzione che nella sussidiarietà generazionale può trovare una specchio importante e interessante”. Presenti al tavolo anche Antonio Ieraci, presidente nazionale del Coordinamento Giovani Federmanager, Alex Vantini, presidente di Coldiretti Verona, e Giulio Natalizia, vicepresidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria. Il ministro per lo Sport e i giovani, Andrea Abodi, impossibilitato ad intervenire attraverso un messaggio ha espresso l’invito alle organizzazioni che hanno dato vita al panel per un incontro al ministero in cui affrontare le tematiche trattate nel pomeriggio. Dopo le relazioni di Luciano Monti, docente di Politiche dell’Unione europea alla Luiss Guido Carli e condirettore Comitato scientifico Fondazione Bruno Visentini, e di Francesco Augurusa, presidente della Fondazione Antonio Emanuele Augurusa e vicepresidente nazionale del Movimento giovani dell’Ucid, le conclusioni sono state tracciate da Gianluca Galletti, presidente nazionale dell’Ucid. Che ha osservato come “la parola sussidiarietà è sparita dal vocabolario della politica e un po’ anche dal nostro. Ne parliamo meno rispetto al passato anche se il bisogno di sussidiarietà non è improvvisamente venuto meno”. “Nell’ultimo decennio, a causa di cinque crisi in successione, “abbiamo visto un ritorno del pubblico e dello Stato molto forte” e, ha rilevato, “ci stiamo abituando al fatto che se abbiamo un problema a tornare ad un vecchio schema. E questo ammazza la sussidiarietà”. “Dobbiamo riproporre come mondo cattolico il tema della sussidiarietà, anche nella sua forma più avanzata che è quella orizzontale”, l’appello di Galletti secondo cui “la sfida del cambiamento del modello economico che hanno davanti i giovani la devono affrontare loro, noi possiamo dar loro delle indicazioni”. “L’economia del futuro – ha spiegato – sarà molto più focalizzata sull’aspetto ambientale, su quello sociale e sulla qualità del benessere” andando oltre la sola logica del profitto. “L’economia che verrà non sarà misurata solo dal Pil o dall’utile di bilancio ma anche dalle emissioni ambientali, dalle politiche di integrazione, dalla retribuzione di lavoratori e lavoratrici a parità di mansioni. La nuova sfida economica chiede strumenti nuovi, questo implica innovazione, ricerca, sviluppo. È una fatica ma anche una grande opportunità”, anche per la creazione di “lavori nuovi”. Infine, Galletti si è detto d’accordo nel sostenere “l’idea di misurare l’impatto generazionale di tutte le misure, allargando i Bes”.

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