Suicidi: Caritas Bolzano-Bressanone, “sviluppare e rafforzare gli interventi nelle situazioni di crisi”

In tempo di crisi, le persone che affrontano un disagio psichico hanno bisogno di ricevere risposte chiare e un’assistenza ben coordinata. Con questo obiettivo, la Rete di prevenzione dei suicidi in Alto Adige lavora da tempo per attivare soluzioni concrete nella provincia. In questa direzione è andato anche il convegno che si è svolto oggi – Giornata mondiale per la prevenzione dei suicidi – presso il centro pastorale di Bolzano, con la presentazione di servizi attivi in alcune province italiane e all’estero.
“Molte persone, ma anche gli stessi servizi, si lamentano perché in Alto Adige, a fronte di numerosi servizi e offerte di aiuto, manca una chiarezza di fondo su quali siano le competenze specifiche e i compiti effettivi. Questo rende difficile ai cittadini orientarsi e coloro che affrontano una situazione di crisi acuta faticano a trovare delle risposte veloci e mirate al proprio disagio”, ha denunciato Guido Osthoff, referente per la Caritas della Rete suicidi.
Il primo modello presentato è quello del “Krisendienst Psychiatrie Oberbayern” (Servizio di crisi psichiatrica dell’Alta Baviera) nel quale il personale qualificato offre un aiuto immediato ai casi di crisi psicologica acuta e alle emergenze psichiatriche di varia natura, con una reperibilità 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, a un numero telefonico gratuito. Lavora in modo analogo anche il “Krisenhilfe Oberösterreich” (Servizio di assistenza in caso di crisi in Alta Austria), che su mandato pubblico ha raggruppato in una sovrastruttura numerose organizzazioni. Anche in questo caso le persone possono contattare il servizio ad ogni ora del giorno e della notte e ricevere un aiuto. Il servizio di “Urgenza psicologica”, nato nel 2013 dall’idea di Giuseppe Cersosimo e Marinella Sciumè, mette a disposizione delle persone che affrontano momenti di crisi, a Milano e in 4 provincie lombarde, la figura di uno psicologo professionista, nel caso in cui non ci siano altri servizi di salute mentale, con un servizio di reperibilità telefonica, da mercoledì a domenica, e una reperibilità in presenza di sabato e domenica. Il quarto modello è il progetto “Invito alla vita”, finanziato dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento, con una linea telefonica gratuita di ascolto, attiva tutti i giorni dalle 7 del mattino all’1 di notte, e gruppi di auto mutuo aiuto per persone fragili e per familiari di persone suicide.
“Non tutti gli esempi e servizi presentati oggi possono essere calati nella nostra provincia, ma sicuramente ci sono numerosi spunti che possiamo prendere come base per costruire una risposta analoga anche in Alto Adige. Di sicuro dobbiamo considerare la possibilità di attivare un numero di telefono unico, che raggruppi vari servizi ed eviti la frammentazione e dispersione attuale. I diversi servizi e noi come rete portiamo avanti molto lavoro di sensibilizzazione e per questo dobbiamo trovare delle vie semplici e univoche per dare informazioni alla popolazione su come e dove trovare le risposte ai propri bisogni”, ha concluso Osthoff.

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