Insegnamento religione cattolica: Cei, incontro con alcune organizzazioni sindacali del mondo della scuola

Una rappresentanza della Presidenza e della Segreteria generale della Cei ha incontrato oggi pomeriggio alcune organizzazioni sindacali del mondo della scuola. Al centro dei colloqui la condivisione di istanze, legate all’avvio delle procedure concorsuali per il reclutamento di 5.116 insegnanti di religione cattolica, previste dal Dpcm del 20 luglio 2021. Lo rende noto l’Ufficio nazionale Cei per le comunicazioni sociali. L’incontro si è tenuto presso la sede Cei di Circonvallazione Aurelia alla presenza di mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e vice presidente della Cei, mons. Stefano Russo, segretario generale, mons. Roberto Malpelo, direttore dell’Ufficio per i problemi giuridici e sottosegretario, don Daniele Saottini, responsabile del Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica. Per le organizzazioni sindacali hanno partecipato: Manuela Pascarella (Flc Cgil), Ivana Barbacci (Cisl Scuola), Giuseppe Favilla (Uil Scuola Rua), Giuseppe Antinolfi (Snals Confsal), Orazio Ruscica (Gilda Unams/Snadir), Alessandro Manfridi (Anief).

“Nel corso dell’incontro, svoltosi in un clima costruttivo e cordiale, sono state approfondite alcune questioni ancora aperte e, al momento, non definite, circa l’assunzione in ruolo degli insegnanti di religione cattolica. È stata ribadita la profonda stima dei vescovi per i docenti di religione – si legge nel comunicato -, confermando l’impegno da parte della Cei per una sollecita interlocuzione istituzionale affinché vengano valorizzati quanti da tanti anni svolgono questo servizio. La Cei guarda con molta fiducia alla prossima apertura di uno specifico tavolo di confronto con il Ministero dell’istruzione”. Il dialogo con i rappresentanti sindacali, inoltre, ha permesso di “rinnovare la vicinanza dei vescovi alle situazioni personali e familiari degli insegnanti di religione, come pure il sostegno per una sempre migliore stabilizzazione del rapporto di lavoro, soprattutto di quei docenti già in possesso di un’idoneità diocesana che attesta la qualità e la specificità della preparazione”.

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