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Industria digitale: forti pressioni sulle istituzioni Ue. 97 milioni l’anno per attività di lobby. Google e Facebook i più presenti

L’Industria digitale spende quasi 100 milioni di euro in attività di lobby a Bruxelles. L’obiettivo è influenzare le istituzioni Ue sul nuovo pacchetto digitale. È quanto emerge da un rapporto di Corporate Europe Observatory e Lobby Control. In particolare, le due Ong denunciano la pressione crescente da parte dell’industria digitale sui due regolamenti Ue: Digital Services Act (Dsa) e il Digital Market Act (Dma). Secondo l’analisi, “la lobby digitale spende più di quella farmaceutica, automobilistica e finanziaria” per attività di pressione su Bruxelles. Dai dati raccolti, si evince che “612 aziende, think tank e associazioni fanno lobby attiva su politiche Ue per l’economia digitale. Insieme, tutti questi gruppi spendono almeno 97 milioni di euro all’anno per fare pressione sull’Ue. Quasi un terzo (32 milioni di euro) della spesa totale della lobby digitale è da attribuire a 10 Big Tech: Vodafone, Qualcomm, Intel, Ibm, Amazon, Huawei, Apple, Microsoft, Facebook e Google. Almeno il 20% di tutte le aziende, impegnate nella lobby digitale in Ue, ha sede negli Usa. Mentre, meno dell’1% ha sede in Cina o a Hong Kong. “Le aziende cinesi finora non hanno investito nell’attività di lobby nell’Ue così pesantemente come le loro controparti statunitensi”, si legge nel report. Da novembre 2019, “alti funzionari della Commissione Ue hanno tenuto 270 incontri, di cui il 75% con lobbisti dell’industria. I rappresentanti di Google e Facebook risultano i più ricevuti”.

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