Pasqua: mons. Tani (Urbino), “dall’amore nasce la vita e la morte di Gesù è il massimo dell’amore”

La Pasqua “ha una regola ferrea: dopo il venerdì santo, arriva la domenica di Pasqua. Dalla morte, nasce la vita! È il paradosso! Però è più esatto dire che ‘dall’amore nasce la vita’: è l’amore che vince anche la morte. E la morte di Gesù è il massimo dell’amore”. Lo scrive mons. Giovanni Tani, arcivescovo di Urbino-Urbania-Sant’Angelo in Vado, nel suo messaggio augurale. “La nostra fede  spiega – ha un nucleo solido su cui tutto si regge: ‘Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato secondo le scritture’. Credere alla Pasqua significa credere che l’ultima parola è della vita, non della morte”.
“La tentazione – osserva ancora il presule – è quella di pensare che tutto questo sia solo un vaneggiare. Lo pensano in molti. Nei primi giorni lo pensavano anche gli apostoli, quando le donne iniziarono a dire che Gesù era risorto. Ma la Risurrezione di Gesù è veramente una cosa nuova”; è “il germoglio che spunta sull’albero della Croce e ha la piena fioritura nella luce pasquale”. La vita di Gesù risorto “è una forza che sostiene persone note o meno note nel loro fare il bene, un bene che sostiene il mondo. Anche coloro che non lo sanno, quando fanno il bene, sono uniti a Cristo”. “Il Venerdì Santo – conclude mons. Tani – ancora continua e continuerà fino alla fine della storia, ma crediamo che già in esso è presente la forza del bene e della gioia: piccola, debole, fragile, e allo stesso tempo invincibile”.

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