Pasqua: mons. Cerrato (Ivrea), “vivere tutto alla luce del fatto unico e straordinario accaduto e oggi misteriosamente presente”

“Il dono della Pasqua è la possibilità di vivere tutto alla luce del fatto unico e straordinario allora accaduto e oggi misteriosamente presente”. Così mons. Edoardo Aldo Cerrato, vescovo di Ivrea, nel messaggio alla diocesi per la Pasqua.
Il presule ripercorre quanto racconta la Scrittura dopo la Risurrezione di Cristo: “Colui che era indiscutibilmente morto sulla croce e fu deposto nel sepolcro la sera del venerdì, fin dalle prime ore della domenica iniziò a mostrarsi vivo a Maria Maddalena chiamandola per nome; nel pomeriggio, si unì al cammino dei due discepoli che scendevano da Gerusalemme ad Emmaus, spiegò loro la Scrittura in tutto ciò che a Lui si riferiva e spezzò il pane con essi; la sera stessa, andò ad incontrare gli apostoli nel cenacolo e mostrò loro le mani e i piedi feriti dai chiodi”. “Questi uomini e queste donne – commenta il vescovo – non capivano tutto, ma constatavano che il loro Maestro, che avevano visto sconfitto e straziato sulla croce e deposto sulla fredda pietra, era di nuovo con loro: vivo non solo nel loro ricordo: vivo davvero, vivo nel Suo corpo. Tutto era misterioso, ma indiscutibilmente reale!”. “Tornarono al loro lavoro, ripresero le loro occupazioni, ma ora – prosegue mons. Cerrato – vivevano ogni cosa riconoscendo la Presenza del Salvatore – misteriosa ma reale – che dava a tutto un senso nuovo e li spingeva a compiere ciò che il Maestro aveva loro insegnato”. “È l’esperienza di fede, fratelli e sorelle, che anche a noi oggi è dato di fare”, ammonisce il vescovo: “Cristo è qui nella Sua Parola che risuona nel Vangelo; nel pane e nel vino consacrati che diventano e sono il Suo Corpo e il Suo Sangue; è qui nelle parole della assoluzione da cui i nostri peccati sono cancellati; è qui, con il Suo amore fedele, nelle nostre comunità, nelle vicende liete e in quelle tristi della nostra esistenza”. Il vescovo richiama poi “la necessità di testimoniare la novità che dalla fede scaturisce, il cambiamento reale della nostra vita”. “Cristo è risorto e presente”, conclude, “non è una formula del nostro parlare. Quando è il modo di vivere, scatta la missione!”.

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