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Consiglio d’Europa: discriminazione e violenza nello sport. Berge (vicesegretario), “serve collaborazione delle società sportive”

(foto coe.int)

“Serve un cambiamento, ed è solo lavorando insieme che troveremo soluzioni efficaci”: questo ha detto il vicesegretario generale del Consiglio d’Europa Bjørn Berge, aprendo questa mattina il confronto tra figure di spicco del mondo dello sport, dell’antirazzismo e discriminazione su “come contrastare nello sport e nelle manifestazioni sportive il razzismo, l’omofobia, il sessismo e tutte le forme di incitamento all’odio”. Ci sono una molteplicità di “trattati ben intenzionati e impegni scritti”, ma tutti sappiamo che “non c’è piena adesione o implementazione” per “queste indicazioni giuridiche”, ha affermato Berge, e “l’odio – basato su razza, religione, sessualità, genere e altri fattori – rimane un fatto ostinato, sgradito e inaccettabile in troppi eventi sportivi”. Secondo Berge, una strada da percorrere è quella della collaborazione, come già avviene con la Uefa e la Fifa, ma ne servono altre e nuove; accanto a ciò sono necessarie “azioni da parte dei governi” e occorre che “le organizzazioni sportive assumano la leadership” in questa battaglia per arrivare ad avere “eventi sportivi completamente liberi da ogni forma di razzismo e discorso d’odio”.

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