Scuola: mons. Battaglia (Cerreto Sannita), “capace di accogliere e dove nessuno venga lasciato indietro. Dall’esperienza del limite riscoprire la bellezza dello sguardo”

“Una scuola per tutti, che sappia come accogliere, aperta all’avventura del sapere, senza barriere architettoniche e pregiudizi, libera dalle frustrazioni, perché testarda nell’attendere e rispettare il tempo dei più deboli. Una scuola dove nessuno venga lasciato indietro, da solo. Una scuola che fa credito ai ragazzi fino a ‘barare’ e guardarli con occhi che sanno sognare perché un ‘uomo cresce solo se sognato’”. È l’auspicio di mons. Domenico Battaglia, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, nella lettera per l’inizio dell’anno scolastico 2020-2021, così diverso da tutti gli altri, con “rinnovati banchi, protocolli inusuali, distanze, mascherine, igienizzanti… e nuove paure”, ma sempre con gli stessi sogni e desideri da parte dei ragazzi. Il presule sogna una scuola “che sappia agire il coraggio delle limitazioni, che sappia stimolare la nostalgia della prossimità, che sappia educare all’uso della mascherina e al contempo sia capace di instillare in ciascuno il desiderio di toglierla per stare alla presenza dell’altro con sguardo autentico e cuore aperto. Aperto alle possibilità della vita rinnovata, capace di dare ossigeno ai sogni e promessa di un futuro più percorribile”. Rivolgendosi a “Denise”, e idealmente a tutti gli studenti, il vescovo prosegue: “In questo nuovo anno, imparerai cose nuove ma, soprattutto, capirai lo stare sulla soglia dell’altro: non lo puoi toccare, non puoi invadere il suo spazio, sarai costretta a mantenere una certa ‘distanza di sicurezza’”. Eppure, conclude, “da questa esperienza del limite, potrai riscoprire la bellezza dello sguardo, riconoscere la sacralità del volto, stare davanti all’altro con rispetto e fiducia”.

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