Diocesi: mons. Santoro (Taranto), “tutte le realtà ecclesiali riflettano sulla loro missione in questa fase post pandemia“

“Nella sua drammaticità questo momento è salutare perché rende impraticabile qualsiasi scappatoia. Mai come in questa circostanza, abbiamo potuto scoprire di essere davvero tutti connessi, accomunati da una sofferenza, da un destino comune, dall’incertezza e dalla paura. Il tempo delle domande è occasione feconda perché desideriamo una risposta non illusoria”. Lo ha detto mons. Filippo Santoro, arcivescovo della diocesi di Taranto, durante l’inaugurazione dell’anno pastorale. Negli ultimi sette anni questo momento era vissuto con un pellegrinaggio. Nel 2013 a Loreto, dal 2014 al 2019 a San Giovanni Rotondo. Più di 5.000 fedeli negli ultimi due anni sono partiti alla volta della casa di san Pio da Pietrelcina, per un giorno dedicato allo spirito e all’ascolto delle linee programmatiche strutturate dall’arcivescovo. Stavolta il Covid-19 ha cambiato i piani. Hanno partecipato all’inaugurazione, nella Cattedrale Gran Madre di Dio, solo i parroci, il capitolo metropolitano, i vicari e alcune rappresentanze della comunità diocesana. L’arcivescovo, dopo aver pregato il rosario e ascoltato alcune testimonianze dell’esperienza della pandemia nelle comunità locali, ha presieduto la celebrazione eucaristica. Il tema del raduno diocesano è stato “Commossi dall’amore di Cristo”, tratto dalla parabola del buon samaritano. “In questo anno pastorale 2020-2021, vorrei che tutte le realtà ecclesiali fossero sottoposte ad un’autentica riflessione riguardo la loro missione in questa fase post pandemia. Le emergenze – ha detto mons. Santoro nell’omelia – ci insegnano che cosa è giusto eliminare, ma anche cosa sia subito essenziale e necessario. Sarebbe un peccato se quell’auspicato ritorno alla normalità prescindesse dalla dura lezione che ancora oggi ci viene impartita”. Poi ha invitato la comunità ionica a votare alle Regionali del 20 e 21 settembre, tenendo ben presente le urgenze del territorio: garantire eco compatibilità all’ex Ilva di Taranto e agevolare il lavoro, soprattutto dei giovani costretti ad emigrare dal Mezzogiorno per cercare occupazione.

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