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Regno Unito: Brexit, Major e Blair bocciano Johnson. Fronda Tory contro il premier

(Londra) “Scontro finale”, “Ribellione”, “Rivolta Tory”. La crisi dentro il partito conservatore, questa mattina, riesce a rubare al Covid il posto d’onore sulle prime pagine dei quotidiani britannici dal progressista “Guardian” ai conservatori “Times” e “Daily Telegraph”. Continua, infatti, la lista di politici famosi che si dichiarano contro la legislazione introdotta da Boris Johnson, che viene discussa oggi a Westminster e che punta a modificare parti chiavi del trattato che il premier ha firmato con la Ue. Fortissime le parole usate dai due ex ministri John Major e Tony Blair in un articolo scritto, ieri, per il domenicale “Sunday Times”. “Boris Johnson mette in imbarazzo il Regno Unito”, hanno scritto Major e Blair. E ancora: “Il comportamento del governo è sbagliato, irresponsabile in principio e pericoloso in pratica. Invitiamo i parlamentari a votare contro questa legislazione”. L’invito a ribellarsi è stato raccolto subito dall’ex procuratore generale Geoffrey Cox, consulente legale principale di Boris Johnson quando quest’ultimo aveva firmato il trattato di uscita dalla Ue. Insieme a lui a decine i parlamentari Tory bocceranno la nuova legge. “Johnson ha impegnato l’onore e la reputazione del Regno Unito firmando quella legge”, scrive sul “Times” Geoffrey Cox riecheggiando Major e Blair. Qualche giorno fa si era dimesso anche Jonathan Jones, il consulente legale più importante del governo.

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