Bielorussia: “risposta” del Comitato di frontiera all’arcivescovo Kondrusiewicz, “passaporto invalidato”

Passaporto invalidato. Questa la motivazione che il presidente della Conferenza dei vescovi cattolici in Bielorussia, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, a cui è stato proibito il rientro in patria dalla Polonia il 31 agosto scorso, ha ricevuto la scorsa settimana dal Comitato per il confine di Stato della Repubblica di Bielorussia in risposta alla sua richiesta di spiegazione. Si tratta – secondo quanto riferisce il sito della Conferenza episcopale di Bielorussia che pubblica la versione integrale della risposta – di un comunicato scarno, di pochissime parole, in cui il capo del Comitato fornisce la ragione che ha spinto le guardie di frontiera a proibire all’arcivescovo metropolita di Minsk e Mogilev di rientrare in Bielorussia dopo un breve soggiorno in Polonia per motivi religiosi. “Desideriamo informarla che non le è stato permesso di attraversare il confine di Stato in seguito alla decisione degli organi per gli affari interni di dichiarare non valido il passaporto”. “Ha il diritto di presentare domanda al ministero degli affari interni in merito alla decisione”. Dopo aver ricevuto questa risposta – si legge su catholic.by –, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz ha rifatto “appello al ministero degli affari interni per chiarire la situazione, auspicando un rapido ritorno in patria”.

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