Pedofilia: don Di Noto (Meter), audizione alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. “Chi controlla i controllori?”

Chi controlla i controllori? È la domanda che don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’Associazione Meter onlus, ha posto stamattina durante l’audizione, in video conferenza, alla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Don Fortunato ha preso le mosse, per il suo intervento, dal Report Meter 2019 su pedofilia e pedopornografia. Uno dei dati che il presidente di Meter ha sottolineato è che “negli ultimi 12 anni abbiamo segnalato oltre 80 milioni di foto pedoporno, 30 milioni di video da tutto il mondo. Parliamo di milioni e milioni di vittime”. Don Di Noto ha precisato: “I flussi pedoporno sono anche pedocriminali, con organizzazioni che hanno strutturato la diffusione nel mondo di questo materiale, raccolgono fondi e lucrano su questi bambini. Questo è un impegno globale e non è confinato al nostro territorio”.
Per il sacerdote c’è un rimpianto: “Se le polizie in vari Paesi del mondo avessero preso in considerazione le nostre denunce, forse avrebbero contribuito a ridurre la produzione di materiale nel mondo e salvato veri e propri schiavi sessuali che vediamo crescere nei video”.  E ha aggiunto: “Violentati a due anni e violentati ancora a 15. Si tratta di un fenomeno che non è marginale e un impegno che dobbiamo assumerci tutti. Non possiamo non ricordare anche la responsabilità di colossi del web e server provider che spesso di difendono dietro la tutela della privacy”.
In conclusione, don Di Noto ha avvertito: “Internet deve avere dei sistemi di piattaforme che inibiscano una massiccia forma di pornografia adulta ma anche per quella minorile, dove il fenomeno è diventato così incontrollabile perché è incontrollato. La domanda è: chi controlla i controllori?”.

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