Messe con il popolo: Prato, il vescovo Nerbini in pellegrinaggio al santuario di Boccadirio per pregare per sacerdoti e fedeli

“Ho compiuto questo viaggio alla vigilia del ritorno alla celebrazione delle messe con il popolo per offrire alla Madonna la città e la Chiesa di Prato, che si stanno rialzando dopo aver vissuto un periodo veramente difficile a causa dell’emergenza sanitaria”. Lo ha spiegato il vescovo di Prato, mons. Giovanni Nerbini, al termine del pellegrinaggio che in due giorni di cammino – per un totale di oltre 30 chilometri, quasi tutti in salita – lo ha portato da piazza Duomo fino al santuario di Boccadirio sull’Appennino bolognese. Con lui, che non ha mai fatto il percorso da Prato a Boccadirio, c’era Piero Doni, 74 anni, esperto della zona e veterano del tradizionale pellegrinaggio dell’Azione Cattolica diocesana che si tiene ogni anno dalla cappella del Sacro Cingolo al santuario bolognese dedicato alla Beata Vergine delle Grazie. A causa dell’emergenza sanitaria per il Covid-19. l’edizione 2020, programmata proprio il fine settimana appena trascorso, non si è tenuta e così ci ha pensato mons. Nerbini a mettersi in cammino per conto e in nome della Chiesa pratese. Lo ha fatto per ricordare nella preghiera i pratesi e in particolare i sacerdoti, che da oggi tornano a celebrare le messe alla presenza dei fedeli. “Ci siamo attrezzati, la grande attesa è finita e noi siamo pronti ad accogliere nuovamente le persone nelle chiese nel rispetto delle norme di sicurezza richieste”, ha garantito il vescovo.
Ad accogliere mons. Nerbini al santuario due carabinieri della Caserma di Castiglione dei Pepoli, avvertiti dal Prefetto di Prato, a conoscenza della iniziativa, e il rettore padre Franco Inversini. Ieri mattina, nella chiesa di Boccadirio, il vescovo ha presieduto la messa e pregato insieme alla comunità dei padri Dehoniani la venerata immagine della Madonna opera di Andrea Della Robbia.

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