Coronavirus Covid-19: mons. Muser (Bolzano), “la speranza cristiana non si limita a dire che ‘andrà tutto bene’ ma ci apre nuovi orizzonti”

“Abbiamo bisogno di speranza. Abbiamo bisogno di un respiro lungo. Abbiamo bisogno di Dio e della sua prospettiva”. La speranza cristiana non si limita alla constatazione consolatoria che “andrà tutto bene”, “ma è molto di più: significa superare confini, aprire l’orizzonte, non fermarsi al qui e oggi, non chiudersi in una prospettiva solo personale”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, nell’omelia pronunciata nella messa che ha presieduto in duomo, a porte chiuse.
Con l’inizio di una nuova fase dell’emergenza, il vescovo ha invitato la comunità a condividere questa speranza cristiana “che ci potrà guidare verso un cambiamento e verso relazioni nuove: da questa speranza nasca la nostra volontà di dare priorità non alla forma ma alla cura del nostro spirito, all’attenzione verso le persone e le famiglie che in questa pandemia sono state colpite da malattie, lutti, dall’incertezza del lavoro”. Mons. Muser ha auspicato che dalla speranza cristiana possa nascere anche “l’impegno di prendersi cura del creato, la nostra casa comune, seguendo l’invito di Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’ che in questa settimana celebra il quinto anniversario”.
Da domani, lunedì 18 maggio, anche nelle chiese altoatesine riprendono le celebrazioni eucaristiche con concorso di popolo, nel rispetto delle disposizioni previste nel protocollo Governo-Cei.

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