Afghanistan: Msf, ferma condanna per attacco a ospedale Dasht-e-Barchi. “Insensato atto di vile violenza”

(Foto: Msf)

Ferma condanna di Medici senza frontiere (Msf) per lo “sconvolgente attacco contro donne incinte, madri e i loro bambini a Kabul” definito “un insensato atto di vile violenza nel nostro reparto di maternità all’ospedale Dasht-e-Barchi”. L’attacco, durato diverse ore con una serie di esplosioni e di spari, è costato la vita a molte persone.

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“Piangiamo la perdita di diversi pazienti e abbiamo indicazioni che almeno un collega del nostro staff locale afghano è stato ucciso”, si legge in una nota di Msf che informa che “le attività mediche nella maternità sono state temporaneamente sospese. Il nostro team sta facendo ogni sforzo possibile per seguire i bambini appena nati – uno venuto alla luce proprio durante l’attacco, mamma e figlio stanno bene -, garantire assistenza a pazienti e feriti e fornire supporto psicologico al personale colpito e alle persone in lutto. Oggi più che mai, Msf è solidale con la popolazione afghana”. L’organizzazione umanitaria ha aperto la maternità da 55 posti letto nell’ospedale Dasht-e-Barchi nel 2014.

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Dall’inizio dell’anno, le équipe di Msf hanno aiutato a nascere 5.401 bambini, 524 di loro sono stati curati nell’unità neonatale perché in condizioni critiche. Msf ha iniziato a lavorare in Afghanistan nel 1980, interrompendo le attività dal 2004 al 2009 dopo l’uccisione di cinque membri del proprio staff nella provincia di Badghis. Nel 2019, Msf ha portato avanti sette progetti in sei province del Paese, effettuando oltre 100.000 visite ambulatoriali, assistendo oltre 60.000 parti ed effettuando quasi 10.000 interventi chirurgici.

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