Coronavirus Covid-19: parrocchia di Gaza, cominciate visite a malati e famiglie

Messa a Gaza al tempo del Coronavirus

Dopo le visite ai malati, sono cominciate nella Striscia di Gaza anche quelle alle famiglie in vista della Pasqua. Per l’occasione padre Youssef Asad, che coadiuva il parroco latino, padre Gabriel Romanelli, porterà la Comunione e benedirà le abitazioni. “In questo modo cerchiamo di raggiungere i nostri fedeli, e curare la salute della loro anima e anche del loro corpo. Preghiamo per tutto il mondo, per l’Italia, e per la gente di Gaza” afferma il parroco. Ieri, intanto, la messa è stata celebrata in diretta Facebook. Perché i fedeli potessero partecipare da casa adeguatamente preparati, padre Romanelli ha diffuso un piccolo decalogo con alcuni consigli spirituali: “Sospendere ogni attività domestica, ritirarsi in preghiera qualche momento prima della messa, esporre una Bibbia, accendere un po’ di incenso, pensare alle persone per le quali pregare, e ringraziare Dio per il dono della messa anche ascoltando della musica sacra”.

Nei giorni scorsi sono stati confermati i primi due casi di coronavirus nella Striscia di Gaza: si tratta di due gazawi di ritorno dal Pakistan trovati positivi al controllo del valico di Rafah, al confine con l’Egitto. Nella Striscia vivono oltre due milioni di palestinesi in 375 km quadrati, uno dei luoghi più sovraffollati e poveri al mondo e la diffusione del coronavirus entro la Striscia avrebbe conseguenze catastrofiche per la popolazione. “È un miracolo – conferma al Sir il parroco, padre Romanelli – che non ci siano casi di Coronavirus dentro la Striscia. Sarebbe devastante un’epidemia adesso”. Nei giorni scorsi Hamas ha disposto la chiusura dei scuole, mercati di strada e dei ritrovi per i matrimoni. “Le banche – aggiunge il parroco – hanno chiuso le loro filiali, lasciando aperte le sedi più grandi. Molte aziende hanno chiesto ai loro dipendenti di lavorare da casa. Da oggi anche alcuni nostri dipendenti della parrocchia. Ci aspettiamo per i prossimi giorni più restrizioni, addirittura c’è chi parla di coprifuoco, ma è presto per dirlo. Di ufficiale non c’è nulla”. Nella parrocchia di Gaza (solo 117 cattolici) da tempo sono in vigore misure volte al contenimento del virus emanate dal Patriarcato latino di Gerusalemme.

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