Coronavirus Covid-19: Ungheria, le disposizioni dei vescovi. “Chiese aperte, messe senza fedeli, attenzione ai malati, preghiera”

“Le nostre chiese svolgono un ruolo particolarmente importante dal punto di vista spirituale e per la preghiera, quindi resteranno aperte”. Lo si legge in una nota diffusa dalla Conferenza episcopale ungherese. “Nello stesso tempo dobbiamo mantenere un atteggiamento responsabile e attento: perciò la liturgia aperta ai fedeli viene sospesa dal 22 marzo, ossia dalla quarta domenica di Quaresima”. L’unica eccezione sarà per i funerali che si dovranno svolgere “in modo semplice e breve”. “Ai nostri fratelli sacerdoti – affermano i vescovi – chiediamo di continuare a celebrare la santa messa nelle nostre chiese o cappelle testimoniando quanto insegna il Catechismo della Chiesa cattolica cioè che l’Eucarestia sta al centro della vita della Chiesa”. “Incoraggiamo i fedeli di far parte della celebrazione da casa loro, esprimendo così il senso che in ogni messa è tutta la Chiesa ad unirsi al sacrificio di Cristo”. Secondo le norme del Codice di Diritto canonico “l’ordinario della diocesi, qualora lo ritenesse opportuno, può dispensare dall’obbligo di partecipare alla messa domenicale”. In questo particolare periodo i vescovi consigliano di dedicare “un congruo tempo alla preghiera, leggendo la Sacra Scrittura, recitando il breviario o altre preghiere, personalmente o in famiglia”. Si indicano inoltre varie possibilità di seguire la messa on line attraverso la tv di Stato.
Le scuole cattoliche e i servizi sociali e sanitari gestiti dalla Chiesa dovranno seguire le indicazioni delle pubbliche autorità. “Incoraggiamo – aggiungono i vescovi – le comunità parrocchiali e quelle religiose a organizzare una preghiera incessante per le persone coinvolte dall’epidemia”. Infine un invito generale: “Il periodo dell’epidemia mette in risalto la nostra fragilità e il fatto che dobbiamo proteggere la nostra vita e la vita di altri. Con le nostre preghiere e il nostro esempio rafforziamo la fiducia in Dio e gli uni negli altri. Pratichiamo la magnanimità, e stiamo attenti gli uni agli altri in modo particolare in questa situazione, soprattutto ai nostri prossimi malati ed anziani. Ai nostri fratelli sacerdoti anziani chiediamo con rispetto che nella situazione attuale stiano particolarmente attenti alla propria salute”.

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