Chiese Orientali: intronizzazione esarca per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia. Card. Sandri (prefetto), “oggi siete inseriti nella società come fratelli”

Dionisio Paulo Lachovicz Esarca per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia

È “axios, è degno”: con questa antica parola, che nel rito di ordinazione del vescovo viene proclamata dai vescovi consacranti, dai sacerdoti e dai fedeli, il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha salutato Dionisio Paulo Lachovicz come esarca per i fedeli cattolici ucraini di rito bizantino in Italia, il primo dopo la creazione da parte di Papa Francesco del relativo esarcato. E in nome del Pontefice il cardinale lo ha accompagnato e fatto sedere sulla cattedra episcopale, “luogo non di potere, ma di servizio e carità”. “L’augurio in questo giorno – ha detto il prefetto – è quello che tu possa come esarca vivere la triplice dimensione della comunione, quella con i confratelli nell’episcopato, non solo della Chiesa greco-cattolica Ucraina, ma anche con l’episcopato italiano, al cui interno sei pienamente inserito. Sii axios – è stato il monito del card. Sandri rivolto a mons. Lachovicz -, degno in mezzo a tutti loro perché custodisci il deposito della fede e lo trasmetti integro come lo hai ricevuto, ricordando anche i tanti pastori che, a motivo della loro appartenenza al Signore e del loro legame col Successore di Pietro, hanno sofferto ingiustizie e persecuzioni”. Degno “in mezzo ai sacerdoti, senza i quali l’opera del vescovo è come dimezzata: sono loro il tramite per il servizio concreto alle comunità. Sii per loro autenticamente un padre e un pastore secondo il cuore di Dio; sii degno in mezzo ai tuoi fedeli, fedeli cattolici ucraini di rito bizantino, alcuni dei quali vivono una esperienza temporanea di presenza e di lavoro in Italia certo, mentre la maggior parte ha eletto dimora stabile in questa antica nazione di tradizione cristiana”. “Nel rispetto delle usanze e dei costumi della vostra patria – ha aggiunto il card. Sandri – siate consapevoli però che oggi siete pienamente inseriti in una società non come ospiti o stranieri, ma come fratelli. Sappiate portare la ricchezza della vostra testimonianza, ma intuite anche i passi necessari per sentirsi parte di un comune annuncio nel Vangelo in mezzo a tanti fratelli e sorelle segnati dalla secolarizzazione o dal pensiero che si possa vivere facendo a meno di Dio”. Dal prefetto anche il richiamo affinché “la celebrazione della Pasqua, ora che siete una circoscrizione ecclesiastica dell’Italia, sia un segno concreto di una adesione al nuovo tessuto ecclesiale in cui siete a tutti gli effetti inseriti e pertanto possa essere vissuta in comunione di tempi con i fratelli della chiesa latina, romana ed ambrosiana, in Italia”. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo segretario della Congregazione, mons. Giorgio Demetrio Gallaro, il vescovo mons. Paolo Selvadagi in rappresentanza del cardinale vicario del Papa per la diocesi di Roma Angelo De Donatis. Presenti anche le delegazioni diplomatiche dell’Ucraina presso la Santa Sede e il Quirinale, oltre che le superiore generali delle Suore Basiliane, di Sant’Anna e delle Suore Ancelle, “tutte che hanno le radici nei territori dell’Europa Orientale e in particolare in Ucraina”. Al termine della Divina Liturgia sono state lette le Bolle pontificie di erezione dell’Esarcato e della nomina del vescovo Lachovicz.

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