Libano: formazione nuovo governo. Younan (patriarca siro cattolico) chiama in causa le responsabilità dei politici cristiani

In Libano si complica il cammino per arrivare alla formazione di un nuovo governo, proprio mentre l’ex primo ministro libanese Hassan Diab insieme a tre ex ministri viene sottoposto a processo per responsabilità nelle esplosioni al porto di Beirut del 4 agosto. Si allungano i tempi per il varo del nuovo esecutivo ed emergono tensioni istituzionali tra il presidente libanese Michel Aoun e il premier designato Saad Hariri: il contrasto è sorto intorno alla lista dei ministri che dovrebbero comporre il governo. Le nuove tensioni istituzionali rischiano così di far sprofondare il Paese in una ancora più devastante crisi economica e finanziaria. A questo riguardo, il patriarca siro cattolico Ignace Youssif III Younan, celebrando la festa dei Santi Behnam e Sara nel villaggio di al Fanar, durante l’omelia ha voluto richiamare le responsabilità di funzionari e rappresentanti politici cristiani che hanno contribuito a portare il Paese del Cedri nella grave situazione in cui si trova. “I politici cristiani”, riferisce Fides citando le parole del patriarca, “non sono stati all’altezza del compito che il popolo aveva affidato a loro”. Rivolgendosi ai fedeli presenti, in buona parte rifugiati cristiani provenienti da Iraq e Siria, il capo della Chiesa siro cattolica ha rimarcato che il Libano “avrebbe dovuto essere un rifugio per tutti gli oppressi, ma purtroppo non ha saputo accogliere i fratelli che venivano da altri Paesi e garantire loro sicurezza e dignità”.

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