Parlamento Ue: Sassoli avvia la plenaria da Strasburgo. Sull’Accordo di Dayton, serve “riconciliazione autentica e sincera” per la Bosnia

David Sassoli (foto SIR/Parlamento europeo)

“Sono qui oggi nella sede della nostra istituzione per aprire la sessione plenaria di dicembre con un messaggio di solidarietà ai cittadini di Strasburgo e alle autorità francesi”. Lo ha affermato David Sassoli, presidente dell’Europarlamento, aprendo “virtualmente” la sessione plenaria nella sede ufficiale dell’istituzione, a Strasburgo. Una sorta di omaggio alla città francese, “dove è con emozione che ricordo l’attentato terroristico dell’11 dicembre 2018. Il mio pensiero va alle vittime, alle loro famiglie e ai loro amici”, ha affermato Sassoli. In realtà il Parlamento Ue ha sospeso dallo scorso marzo le sessioni in questa sede, spostando tutti i lavori a Bruxelles. Attualmente le sedute avvengono in streaming, pur con la possibilità di scelta dei deputati di partecipare di persona. La sessione, ha specificato lo stesso Sassoli, “riprenderà da Bruxelles, dopo la mia apertura qui da Strasburgo, nel pieno rispetto delle misure in vigore per la tutela della salute pubblica. Ma speriamo di poter tornare presto. Questa è la nostra casa”. Quindi ha aggiunto: “La pandemia di Covid-19 sta avendo conseguenze sociali ed economiche devastanti per i nostri cittadini e le nostre imprese. Ma da questa crisi, ne sono convinto, usciremo più forti e più uniti. Le sfide che dobbiamo affrontare devono diventare un’opportunità di cambiamento: un cambiamento che non lasci nessuno indietro” e che “faccia del nostro continente un modello di solidarietà e sostenibilità. È tempo di una visione veramente europea”.
L’avvio di sessione è proseguito con il ricordo dell’ex presidente francese Valéry Giscard d’Estaing e un minuto di silenzio in suo onore. Infine Sassoli si è soffermato a parlare dell’approvazione del bilancio pluriennale e di Next Generation Eu, a ricordare i 5 anni dalla firma dell’Accordo di Parigi sul clima e il 25° anniversario dell’Accordo di Dayton. “Solo attraverso una riconciliazione autentica e sincera – ha specificato – i cittadini della Bosnia-Erzegovina e i loro leader politici possono costruire una società inclusiva, prospera e orientata all’Europa, che offra un futuro alle giovani generazioni”.

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