Terra Santa: Pizzaballa (Gerusalemme), “saldato il debito primario del Patriarcato con banche esterne, ma problemi non sono ancora finiti”

“La situazione è migliore, ma i problemi non sono ancora finiti, non sono ancora totalmente risolti”. Nella sua prima intervista rilasciata all’Ufficio Media del Patriarcato latino, il nuovo patriarca di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, è tornato a parlare della questione finanziaria del Patriarcato. “Abbiamo saldato il debito primario che avevamo con banche esterne – afferma mons. Pizzaballa – ma abbiamo ancora altri problemi da risolvere nel prossimo anno. Spero che sarà possibile farlo, nonostante le difficoltà legate al Covid-19”. Riguardo alla pandemia il patriarca ringrazia per la solidarietà ricevuta dai Cavalieri dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro e da altre istituzioni. “Ho anche visto molte persone impegnate all’interno delle nostre comunità, che sono state capaci di sostenersi a vicenda”, aggiunge non senza evidenziare la sua insoddisfazione su come “alcune parrocchie hanno affrontato la vita sacramentale. Alcune sono state molto attive nonostante tutto, continuando a rispettare le restrizioni delle autorità, mentre altre sono state molto meno presenti. Dovremmo discuterne, anche se la situazione è molto ambigua ed è difficile realizzare programmi in questa situazione vaga e in continua evoluzione”. All’inizio del suo mandato da patriarca le sfide che attendono i cristiani sono “sempre le stesse, ci sono le questioni economiche aggravate dall’emergenza Covid-19 e dalla mancanza di pellegrini; inoltre, in Giordania, la situazione economica è piuttosto problematica. Abbiamo sempre più famiglie senza una facile prospettiva di vita serena. Abbiamo avuto anche problemi politici. Ulteriori difficoltà si vedono per le famiglie che hanno meno figli, per le accresciute necessità delle scuole, per l’unità della diocesi nella grande diversificazione delle nostre comunità e in molti altri ambiti”. Senza dimenticare quella del “clericalismo”: “Qui da noi è molto evidente la centralità del sacerdote e il conseguente rischio del clericalismo. Dobbiamo migliorare la cooperazione del nostro clero con il nostro popolo in tutti gli aspetti della vita. Ma non è una questione – conclude – che possiamo risolvere per decreto; richiede formazione e prospettive a lungo termine”. Per i prossimi mesi è attesa la pubblicazione della prima lettera pastorale di mons. Pizzaballa.

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