Carcere: Milano, da marzo 30 detenuti scontano la pena fuori dalle celle. Gualzetti, “affrontare il sovraffollamento, offrire didattica a distanza”

In questi giorni si moltiplicano le iniziative per tentare di ridurre ulteriormente i reclusi nelle carceri il cui numero è tornato di nuovo sopra i livelli di guardia: dagli emendamenti al Decreto Ristori per favorire il ricorso agli arresti domiciliari alla liberazione anticipata speciale che alzerebbe da 45 a 75 giorni a semestre lo sconto di pena, già previsto dall’ordinamento, per i casi di buona condotta. “Ben vengano – dice Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana – tutte le iniziative che in questi giorni sono state avanzate tanto dalla politica quanto dalla società civile per affrontare il sovraffollamento delle carceri giunto oltre i limiti compatibili con la gestione della pandemia in corso. Occorre moltiplicare gli sforzi da parte delle istituzioni per assicurare che quelle misure, in parte già previste dal codice, possano essere applicate effettivamente anche a chi si trova in maggiore difficoltà. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”. A preoccupare il direttore della Caritas Ambrosiana in questi giorni non è solo il numero eccessivo di detenuti, ma anche la qualità della vita di chi è recluso. “Oggi per ragioni di tutela della salute, in Lombardia i volontari non possono più entrare nei penitenziari, con rarissime eccezioni. Comprendiamo queste preoccupazioni. Tuttavia, invitiamo con forza le autorità a trovare le modalità che consentano, anche in questo momento molto difficile, lo svolgimento della attività di risocializzazione, a cominciare dalla scuola, valutando lo possibilità di offrire ai detenuti la didattica a distanza”.

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