Elezioni comunali: mons. Morosini (Reggio Calbaria-Bova), “non è possibile per un cattolico astenersi dalla partecipazione attiva”

“Dalle scelte delle persone che eleggeremo dipenderà il futuro della nostra Reggio e noi, in qualche modo, ne saremo corresponsabili in virtù della scelta che faremo domenica e lunedì prossimi”. Lo ha scritto monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, in una lettera ai fedeli in vista delle prossime elezioni comunali. Il presule, che ha preso carta e penna “in nome del comune amore alla Città e della condivisa responsabilità per la costruzione di una civiltà profondamente umana, prima ancora che cristiana”, ha ricordato che “non è possibile per un cattolico, astenersi dalla partecipazione attiva alla vita della città in cui abita: sarebbe un tradimento del Vangelo”. Mons. Morosini ha evidenziato che “la prospettiva di fondo che deve guidare le nostre scelte e il nostro agire all’interno della comunità è quella del bene comune”, il quale “implica responsabilità ed impegno, ed è realizzabile solamente se si intende come una meta che supera il bene egoistico ed individualistico”. Infatti – ha proseguito il presule reggino – “o siamo insieme, o non siamo. Finché a Reggio ci sarà chi resta indietro, chi è dimenticato, chi vive all’ombra dei diritti, allora la nostra polis non potrà dirsi completa, ma il suo volto sarà trasfigurato dalle disuguaglianze”. Per mons. Morosini, “bisogna arginare la piaga dell’emarginazione e dell’esclusione sociale. Non è accettabile che in città esistano ancora dei ghetti in cui le persone vivono in condizioni degradate”; “Reggio ha bisogno di una visione, di una progettualità che attraversi trasversalmente tutti i settori della vita cittadina”, perché “chi progetta non può farlo a compartimenti stagni, ma deve disegnare un modello integrato e complessivo”. L’arcivescovo di Reggio ha concluso sottolineando che “per garantire una visione ampia serva puntare sull’identità del nostro territorio. Affinché questo avvenga è necessario che ciascuno di noi ami la propria città”.

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