Università italiane: Censis, crescono le immatricolazioni ma aumentano anche gli abbandoni

Nelle università italiane tornano a crescere le immatricolazioni: +2,2%. Dopo la riduzione delle immatricolazioni registrata lo scorso anno (-1,4%), che aveva interrotto un ciclo di sette anni caratterizzato da un costante andamento incrementale, i dati provvisori riferiti all’anno accademico 2022-2023 evidenziano un aumento delle immatricolazioni del 2,2%, ovvero 7.152 neoiscritti in più. È quanto emerge dalla nuova classifica Censis delle Università italiane, diffusa oggi. Dell’aumento delle iscrizioni non hanno però beneficiato tutti gli atenei in pari misura. Gli atenei del Centro Italia segnano un +9,3%, seguiti dalle regioni del Nord-Ovest (+1,6%). Segno negativo per il Nord-Est (-2,0%), stabile il Sud (-0,2%). Ad accezione dei corsi dell’area artistica, letteraria e educazione, dove i nuovi iscritti segnano un -0,1%, tutti gli altri sono contrassegnati dal segno positivo: +4,5% di immatricolati per l’area economica, giuridica, sociale, +2,2% per l’area sanitaria e agro-veterinaria, +1,1% per le discipline Stem.
Ma aumentano gli abbandoni degli studi. Nell’anno accademico 2021-2022 il 7,3% degli immatricolati ha abbandonato gli studi entro il primo anno, a fronte del 7,1% registrato nell’anno precedente e del 6,1% relativo all’anno accademico 2019-2020. Una decisione che ha coinvolto in misura pressoché equivalente sia i maschi (7,4%) che le femmine (7,2%).

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