Cile: mons. Chomali (vicepresidente vescovi) su recenti casi di corruzione, “si può rispondere sanzionando ma soprattutto rafforzando la democrazia”

Sul quotidiano El Sur, l’arcivescovo di Concepción, mons. Fernando Chomali, vicepresidente della Conferenza episcopale cilena riflette sulla delusione dell’opinione pubblica dopo i recenti scandali finanziari in Cile, soprattutto quando queste risorse sono destinate ai settori più vulnerabili della società. “Qualsiasi ombra di clientelismo, nepotismo, traffico di influenze e favori politici danneggia enormemente la fede pubblica e poi le stesse persone che detengono il potere politico, che hanno la missione di custodire lo Stato di diritto e di impedire che il potere del più forte lo scavalchi o lo degradi – scrive l’arcivescovo –. È incoraggiante che organi autonomi prendano in mano la situazione, indagando e sanzionando i responsabili. Oggi più che mai deve essere chiaro che nessuno è al di sopra della legge e che il bene comune è al di sopra degli interessi personali o di partito”.
Prosegue mons. Chomali: “Questi fatti ci obbligano a continuare a rafforzare i diritti inalienabili di ogni persona, ma allo stesso tempo, e contestualmente, dobbiamo insistere sui doveri intrinseci di ogni persona in quanto essere sociale. Altrimenti, crescerà un grande scetticismo nei confronti del governo, qualunque esso sia, perché ogni decisione sarà vista con diffidenza e incredulità. L’enorme numero di voti non validi e di schede bianche nelle ultime elezioni dei costituenti, così come nelle elezioni di un Paese dell’America Centrale (il Guatemala, ndr), è un fenomeno che deriva da questa logica di pensiero sempre più consolidata: i governi e i potenti sono tutti uguali, io non partecipo a questa egemonia, né sono complice del fatto che le casse pubbliche siano un bottino del governo del giorno. A questo possiamo rispondere solo rafforzando la democrazia, ma non solo con maggiori controlli e punizioni, ma anche con uno sguardo nuovo e rinnovato sul valore della comunità, sul valore della vita pubblica, sulla bellezza del fare del bene, perché è ciò che meglio descrive ciò che è l’essere umano nel suo insondabile mistero, e ciò che lo fa trascendere da se stesso, portandolo verso la felicità gioiosa di vivere per gli altri e di non fare del male agli altri”.

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