Attacco a Israele: #BRINGTHEMHOMENOW, i parenti degli ostaggi di Hamas chiedono la liberazione dei loro cari

(foto archivio)

“Chiediamo il ritorno sicuro di tutti i cittadini presi in ostaggio dal gruppo terroristico Hamas. Non avremo pace finché tutti gli ostaggi non saranno rilasciati e non torneranno a casa sani e salvi. Puoi aiutarli a riportarli a casa”. Questo è quanto si legge sul sito stories,bringthemhomenow.net, uno dei diversi siti creati per raccogliere le foto delle persone scomparse il 7 ottobre scorso, a causa dell’attacco di Hamas, oltre che pubblicare gli appelli di parenti ed amici e rilanciarli sui diversi social attraverso l’hashtag #BRINGTHEMHOMENOW, “portarli a casa ora”. Attraverso questi sistemi, i volontari messisi all’opera neanche 24 ore dopo i fatti, sperano di aumentare gli sforzi diplomatici ed il sostegno internazionale per contribuire a salvare tutti gli ostaggi presi da Hamas. Sono 200 i civili israeliani rapiti, uomini, donne, bambini, anziani, adolescenti e neonati, dei quali si chiede la liberazione. “Nel mezzo di questa situazione straziante, uniamo le mani, condividiamo questi video e alziamo la nostra voce. Insieme possiamo amplificare il messaggio e contribuire a riportarli a casa in sicurezza”, si legge sul sito bringthemhome-diy.com che, con sottotitoli in diverse lingue, presenta i video delle famiglie degli ostaggi che condividono il loro dolore e chiedono aiuto per garantire il ritorno sicuro dei loro cari. “Hanno aperto i loro cuori al mondo, mostrando le persone reali dietro i titoli dei giornali. Questi video, pieni di amore, speranza e disperazione, offrono uno sguardo sulle vite e sulle storie di coloro che ci sono stati portati via”.

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