Comece: nota sui recenti sviluppi in Ucraina e Polonia. “Cos’altro deve succedere perché finalmente si metta fine a questa guerra?”

Mons. Rimantas Norvila, presidente Commissione Comece sulle Relazioni esterne dell'Ue (Foto Comece)

“Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Ucraina e Polonia. Dall’inizio dell’aggressione militare russa contro l’Ucraina, il mondo intero ha trattenuto il respiro, temendo un grande conflitto globale”. Lo si legge in una nota diffusa a Bruxelles al termine della riunione della commissione Comece sulle Relazioni esterne dell’Ue, presieduta da mons. Rimantas Norvila. Ancora da chiarire nelle dinamiche militari, “l’incidente avvenuto ieri sera sul territorio polacco al confine con l’Ucraina è l’ennesimo monito di come questa guerra rischi di causare conseguenze incontrollabili e catastrofiche per l’intera umanità”.

La commissione Comece riunita on line (Foto Comece)

Nella nota si legge ancora: “A seguito dei recenti brutali attacchi della Russia alle città e alle infrastrutture civili in Ucraina – in palese violazione del diritto internazionale –, e all’incidente in Polonia, desideriamo offrire le nostre preghiere alle vittime e le nostre condoglianze alle loro famiglie. Desideriamo inoltre offrire la nostra vicinanza alla popolazione ucraina rimasta senza accesso ai servizi di base, tra cui acqua ed elettricità. Ci chiediamo: cos’altro deve accadere perché finalmente si metta fine a questa ‘follia della guerra’? Esortiamo tutte le parti a lavorare con vigore per evitare un’escalation, e in particolare l’Unione europea a intensificare i suoi sforzi diplomatici e continuare il suo impegno attivo per fermare questa spirale di violenza”.
Il documento (la commissione è composta da vescovi, religiosi, laici esperti in relazioni internazionali) prosegue: “In unità con i numerosi appelli lanciati da Papa Francesco e dalla Santa Sede, nonché da tutte le persone di buona volontà di tutto il mondo, ribadiamo il nostro invito alle autorità russe a sospendere immediatamente le ostilità e a tutte le parti in causa ad aprirsi, con l’aiuto della comunità internazionale, al negoziato con ‘proposte serie’ per una pace giusta, lavorando per una soluzione del conflitto che rispetti il diritto internazionale e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

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