Don Fausto Resmini: don Acquaroli (Patronato Sorisole) sul ricordo di Mario Draghi, “segno di riconoscenza per le opere fatte e ancora da fare”

(Foto Patronato di Sorisole)

“Aver sentito pronunciare dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, il nome di don Fausto Resmini ci ha riempito di gratitudine per il riconoscimento di quello che ha fatto nella vita, per il suo impegno sociale e all’interno della Chiesa. Don Fausto ha vissuto da prete fino in fondo”. Così don Dario Acquaroli, direttore della Comunità don Lorenzo Milani del Patronato di Sorisole, commenta al Sir le parole del presidente Draghi che, intervenendo oggi a Bergamo in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia da Coronavirus, ha ricordato don Fausto Resmini: “Sono tante le figure simbolo della resistenza civile di questa comunità che oggi vorrei ricordare. Ne cito solo alcune: don Fausto Resmini era il prete degli ultimi. A lui è stato intitolato il carcere di Bergamo di cui era il cappellano”. Alla gratitudine, aggiunge don Acquaroli, si affianca la fatica di “giorni difficili che ci avvicinano all’anniversario della sua morte, giorni in cui si fanno sempre più vivi i sentimenti di fatica e dolore che l’anno scorso ci hanno travolti. Sentire il suo nome pronunciato dal presidente Draghi ci fa vedere in faccia la realtà: purtroppo don Fausto non c’è più”. Tuttavia, prosegue don Acquaroli che proprio a don Fausto Resmini è succeduto alla guida del Patronato, “leggiamo questo ricordo come un segno di riconoscenza per le opere fatte e ancora da fare”: “È come se, avendo sentito il suo nome legato all’impegno civile, ci fosse stato detto: quello che don Fausto ha fatto e che voi cercate di portare avanti è davvero importante. Dobbiamo fare qualcosa di buono non per sentirci bravi, ma perché c’è qualcuno che ha bisogno. È l’insegnamento che ci ha lasciato don Fausto, il suo stile. Fare il bene nel silenzio e nell’umiltà. I riconoscimenti a don Fausto sono venuti dopo la sua morte: lui non li ha mai ricercati. Questa giornata ci sprona a continuare quello che lui ha avviato. Ci mettiamo sulla strada del servizio, che era la sua strada”.

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