Medici cattolici: card. Bassetti, “siete l’antidoto alla cultura dello scarto e dell’indifferenza”

“Comunione”: è la terza parola che, stamattina, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha voluto affidare al Congresso dei medici cattolici, in corso a Roma. “Siamo in un tempo in cui Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa di essere ‘sinodale’, di camminare insieme”, ha ricordato il porporato, precisando che “Sinodo è non solo camminare insieme, è anche capire con quale passo ci si muove, ci si debba muovere, per potersi incontrare e quindi per condividere tappe, per condividere obiettivi comuni, per ‘avviare dei processi’, come ci sollecita Papa Francesco, che sono illuminati dalla luce del Vangelo e ci permettono di rispondere a quelle domande che l’umanità di oggi pone alla Chiesa che è in Italia. Significa vivere insieme, come stile, forma e coralità di ogni soggetto ecclesiale”.
Oggi “fare associazionismo è comunione che si costruisce nel contatto interpersonale, vero, motivante, che passa sempre più dalla testimonianza nel proprio ambiente di lavoro piuttosto che dall’insegnamento magisteriale. Non lo esclude, lo ricerca e lo interroga, ma in taluni casi non ne ha ricevuto l’imprinting iniziale. Il dono di grazia e di fede resta sempre aperto al dialogo con la nostra libertà umana. Questo è vero ancor più laddove molti di voi vivono in un contesto multi-etnico e dove si sviluppano relazioni interreligiose”.
Come medici, l’analisi del presidente della Cei, “non vivete da soli, isolati in un ambiente asettico, ma siete chiamati a vivere la fede in comunione con la Chiesa che prega per i suoi malati e che ringrazia anche il Padre celeste per chi di loro si prende cura. Per questo motivo, voglio ribadire un concetto che è anche un grande incoraggiamento: nessun medico è mai del tutto solo!”.
Il porporato ha osservato: “Vangelo e medicina, lo sottolineo con vigore, vanno di pari passo. E oggi è veramente doveroso, non è una frase di circostanza, un caloroso ringraziamento ad ognuno di voi e a chi vi è accanto; la vostra quotidianità nascosta è essa stessa una potente terapia del corpo e dell’anima di chi è affidato alla vostra cura”.
In questo cambiamento d’epoca appare evidente, ha sostenuto il cardinale, come all’Amci sia richiesto “un attento discernimento” che ha a che fare con due aspetti: la “metodologia di lavoro” che l’Associazione intende darsi e la “dimensione comunionale”, che andrà costantemente declinata nei “rapporti interpersonali”, nel “personale cammino di fede”, nella “progettualità professionale”, nella “moltitudine dei rapporti che si vengono ad instaurare”, nel territorio e nelle strutture nelle quali i medici operano, anche “perché non possiamo non osservare come l’aziendalizzazione sanitaria stia spingendo per ridefinire in modo significativo la presenza sanitaria nel territorio”. E ha concluso: “Non siete solo ‘medici con un di più spirituale’, siete anche ‘laici con un di più clinico’. Voi siete realmente l’antidoto alla cultura dello scarto e dell’indifferenza!”.

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