Albania: mons. Meta (Rrëshen), “le suore contemplative di Madre Teresa sono nel cuore della diocesi e pregano per la nostra missione di evangelizzazione”

“Una delle gioie nel mio ministero episcopale è stata la presenza della casa delle Suore di Madre Teresa del ramo contemplativo. Probabilmente terra di monasteri benedettini nel medioevo, sin dagli inizi del mio ministero di vescovo ho sognato un monastero in qui si pregasse e si lavorasse secondo la regola di San Benedetto”. Lo ha detto mons. Gjergi Meta, vescovo di Rrëshen e segretario generale della Conferenza episcopale albanese, dopo l’inaugurazione della casa delle religiose. “Al sogno – ha aggiunto – non ho mai rinunciato e nelle mie preghiere sempre ho chiesto questo dono al Signore. Ma noi possiamo solo esprimere dei desideri. Il Signore è Colui che opera a modo suo. E così ero da poco stato nominato vescovo di Rrëshen in Albania nell’estate del 2017. Le circostanze vollero che madre Prema, la madre generale delle suore della Carità di Madre Teresa di Calcutta, si trovasse in Albania. Ci siamo incontrati quasi ‘per caso’ in una delle case delle suore a Tirana e lì per lì le ho chiesto di aprire una casa nella mia diocesi. La sua risposta fu che già avevano delle case in Albania e non ne potevano aprire altre. Ma subito aggiunsi che io non volevo suore di vita attiva, ma siccome avevo sentito che madre Teresa aveva fondato anche un ramo contemplativo, allora io volevo proprio delle suore che pregassero per la missione in una delle diocesi più povere dell’Albania”. Il presule ha continuato nel suo racconto: “Allora lei mi ha guardato e mi ha detto: ‘Scrivi una lettera che la presento al Consiglio generale’. Così fu fatto e le prime suore arrivarono a luglio 2019 e iniziarono la loro vita negli ambienti sotto la cattedrale di Rreshen. Dopo due anni adesso hanno la loro casa che in questi giorni abbiamo inaugurato”.

Mons. Meta ha evidenziato: “Oramai le suore, di nazionalità diverse, passano la loro giornata in preghiera secondo le ore e la loro regola, ma due ore al giorno esse vanno a visitare i poveri per pregare con loro”. In diocesi, ha precisato, “abbiamo già ministeri in aiuto ai poveri e ai malati. Abbiamo la Caritas, le figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli e anche la mensa della Carità dove ogni giorno mangiano dai 45-50 persone. Questo delle suore di Madre Teresa è un ministero particolare. Esse vanno ed aiutano le persone a pregare e a vedere la loro vita dalla prospettiva della vita spirituale”.
Così, ha osservato il vescovo, “la missione non è solo l’elenco delle cose da fare, delle attività da svolgere, ma è anzitutto il modo di essere della Chiesa e viene nutrita dalla preghiera e dalla contemplazione del volto di Dio. Un volto non contemplato non può essere neanche annunciato. Le suore ci sostengono nel nostro operato in una diocesi che è tutta missionaria e non può comprendersi senza questa dimensione essenziale”. Adesso “loro stanno pregando per il Sinodo nella Chiesa e saranno parte di questo processo insieme a tutta la diocesi di Rrëshen”. In questi giorni “abbiamo anche celebrato Santa Teresa di Gesù bambino, alla quale madre Teresa era molto devota. Essa, che non è uscita mai dal convento, è proposta a noi come Patrona delle missioni. E così le suore contemplative di Madre Teresa, figlia della terra d’Albania, sono nel cuore della diocesi con la loro casa che abbiamo inaugurato il 5 ottobre e pregano per la nostra missione di evangelizzazione”.

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