Coronavirus Covid-19: Bosnia-Erzegovina, ambasciatore italiano distribuisce pasti alla mensa Caritas di Sarajevo

Ambasciatore Minasi (sx) con Daniele Bombardi di Caritas Italiana (dx) alla mensa di Sarajevo

In occasione del 2 giugno, l’ambasciatore della Repubblica italiana in Bosnia ed Erzegovina, Nicola Minasi, ha donato fondi per le mense della Caritas nel Paese balcanico. I soldi verranno utilizzati per preparare 300 pasti caldi per gli utenti che si rivolgono alle Caritas delle diocesi di Vrhbosna/Sarajevo, Mostar-Duvno, Tuzla e Banja Luka. La giornata di ieri, che quest’anno aveva per motto “I nostri cuori battono insieme”, ha visto lo stesso ambasciatore visitare la mensa della Caritas di Vrhbosna/Sarajevo e aiutare nella distribuzione dei pasti i volontari delle ong italiane che lavorano in Bosnia ed Erzegovina. Grazie all’ambasciata italiana sono stati portati dei pasti anche all’ospedale di Zenica e ai migranti nei campi di Bihac.

Ambasciatore Minasi impegnato alla mensa Caritas a Sarajevo

“Quest’anno – ha affermato l’ambasciatore – la situazione di emergenza per Covid-19 ci sta costringendo a rinviare celebrazioni e ricevimenti. Questo è il motivo per cui abbiamo orientato la celebrazione del 2 giugno verso un’azione di solidarietà nella speranza di portare un sorriso sui volti di coloro che stanno attraversando un periodo difficile. Così celebriamo e rafforziamo il nostro senso di appartenenza a una comunità di valori di democrazia, libertà e solidarietà”. Una delle cose apprese dalla pandemia, ha scritto Minasi in un messaggio, “è che l’Italia, la Bosnia-Erzegovina, il mondo sono ormai un’unica realtà unita dalle stesse sfide. Il virus non conosce confini, ma nemmeno il virus dell’intolleranza, dell’egoismo, della violenza e dell’antagonismo. Queste sono sfide sempre esistite, ma il mondo di oggi le rende globali. Per rispondere a sfide comuni servono anche risposte comuni. È per questo che l’Italia, pure nel momento peggiore della pandemia, ha voluto inviare medici, equipaggiamenti e aiuti in Bosnia-Erzegovina in segno di solidarietà. È stata una risposta alla solidarietà unica che la Bosnia-Erzegovina e i suoi cittadini hanno mostrato all’Italia nella fase più difficile e che ci ha uniti ancora di più nella nostra amicizia. Vedere la Vijecnica di Sarajevo e tanti altri monumenti illuminati nei colori della bandiera italiana in tutta la Bosnia-Erzegovina è stata un’emozione fortissima”.
L’ambasciatore ha, inoltre, ribadito “l’importanza della responsabilità individuale e del ruolo della politica. Nessun governo è onnipotente, nessun politico o parlamento può cancellare il virus con un decreto. Ma ogni governo, ogni politico, ogni parlamento sono responsabili di mettere a disposizione tutto il necessario perché la società possa reagire in modo utile e organizzato, senza panico e dando a tutti la possibilità di offrire il meglio di sé. La politica e le istituzioni devono essere al servizio della società”. Dalla Caritas di Bosnia-Erzegovina è giunto il ringraziamento all’ambasciata italiana e l’invito a tutti ad aiutare le persone bisognose con generosità.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo