Medio Oriente: omicidio Iyad Hallaq, Alto Commissariato diritti umani chiede “indagine indipendente, imparziale e trasparente” per accertare le responsabilità

Si chiamava Iyad Hallaq, palestinese di 32 anni, autistico, il giovane ucciso ieri mentre si recava a scuola, nella città vecchia di Gerusalemme. Secondo gli agenti della guardia di frontiera israeliani, il giovane, che avrebbe avuto un “oggetto sospetto” tra le mani, non si sarebbe fermato ad un controllo fuggendo. Inseguito è stato ucciso senza nessun tentativo di arresto o di verifica. Secondo quanto riferito dall’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite il giovane, a causa della sua disabilità, sarebbe fuggito in preda al panico alle urla della polizia, nascondendosi in una discarica da dove ha cercato di chiamare il suo insegnante. Nessuna arma sembra essere stata trovata. La Polizia ha aperto un’indagine interna. Benny Gantz, ministro della Difesa di Israele, ha offerto le sue scuse alla famiglia. “Il diritto internazionale è chiaro – afferma in una nota l’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite – i funzionari delle forze dell’ordine possono ricorrere alla forza letale solo se strettamente necessario, vale a dire come risposta a una minaccia imminente di morte o lesioni gravi, e in conformità con il principio di proporzionalità. Un uso della forza non conforme a tali principi e che porta alla morte equivale a una privazione arbitraria della vita. Le forze di sicurezza nelle operazioni di polizia devono usare la forza il meno possibile per affrontare qualsiasi situazione. Mezzi non letali nel caso di Iyad gli avrebbero salvato la vita. La prima risposta che si deve apprendere dall’omicidio di Iyad deve essere quella della responsabilità – si legge nella nota – ci sono livelli molto bassi di responsabilità da parte delle forze di sicurezza israeliane contro i palestinesi con una manciata di accuse in relazione a centinaia di omicidi negli ultimi cinque anni. In questo caso qualche passo è stato fatto. Ma questo deve condurre a un’indagine completa, indipendente, imparziale, competente e trasparente sul perché Iyad abbia perso la vita e coloro i quali saranno ritenuti responsabili dovranno essere giudicati”. Secondo l’ong israeliana B’Tselem, nel 2019 Israele ha ucciso, per uso eccessivo della forza, 133 palestinesi, di cui 28 minorenni, 104 a Gaza, 26 in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. Inchieste vengono aperte raramente, e nella quasi totalità dei casi, la denuncia non viene registrata.

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