Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Dopo il lockdown le regioni riaprono. Caso Floyd, ancora una notte di caos negli Usa

Italia: libera circolazione tra le regioni, ma sempre divieto di assembramento e mascherine nei luoghi chiusi

A quasi tre mesi dall’inizio del lockdown e con 33.530 morti cade un altro dei divieti ancora in vigore: si torna a circolare liberamente in tutta Italia “senza condizioni” tra le regioni; anche i cittadini dell’area Schengen e della Gran Bretagna potranno venire nel nostro Paese senza obbligo di quarantena e senza altre restrizioni che non siano quelle in vigore per tutti: divieto di assembramento, mantenimento della distanza interpersonale e uso della mascherina nei luoghi chiusi. “Oggi sembra una conquista – dice il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia – ma ce l’abbiamo fatta con il sacrificio di tutti e senza dimenticare le vittime e gli operatori sanitari che hanno lavorato in modo incredibile”.

Caso Floyd: ancora una notte di caos negli Usa, violato il coprifuoco

Il coprifuoco fortemente voluto dal presidente Trump è stato violato in molte città americane, da Washington a New York, dove migliaia di persone hanno continuato a manifestare anche dopo il tramonto per l’uccisione di George Floyd. Il Pentagono ha spostato 1.600 truppe nell’area di Washington D.C. per un eventuale sostegno alle attività delle autorità locali alle prese con le proteste. Nuovo scivolone del presidente, che ha passeggiato dalla Casa Bianca a una vicina chiesa brandendo la Bibbia, ma il mondo cattolico non ha gradito.

2 giugno/1: applausi per Mattarella a Codogno, “riparte l’Italia del coraggio”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Codogno, il comune del Lodigiano in cui è stato scoperto il primo caso italiano di Coronavirus nella notte fra il 20 e il 21 febbraio scorso, accolto dall’applauso caloroso e dai “grazie” della gente, che ha riempito la piazza principale. Ad accoglierlo il sindaco Francesco Passerini, presidente della Provincia di Lodi, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il prefetto Marcello Cardona e il vescovo di Lodi, mons. Maurizio Malvestiti. “Tutti siamo chiamati a lavorare per il Paese, facendo appieno il nostro dovere, ognuno per la sua parte”, ha detto il capo dello Stato. “Qui nella casa comunale di Codogno oggi – come poche ore fa a Roma all’Altare della Patria – è presente l’Italia della solidarietà, della civiltà, del coraggio – ha aggiunto Mattarella -. In una continuità ideale in cui celebriamo ciò che tiene unito il nostro Paese: la sua forza morale. Da qui vogliamo ripartire. Con la più grande speranza per il futuro”.

2 giugno/2: manifestazioni contro il governo, il centrodestra sfila in oltre 70 città italiane

Il centrodestra festeggia la Festa della Repubblica con manifestazioni simboliche contro il governo in oltre 70 città italiane, un modo per dare voce a quella che l’opposizione definisce “Italia che non si arrende”, colpita dagli effetti del virus e che fa fatica a ripartire. L’appuntamento clou è stato a Roma, a Piazza del Popolo con i tre leader, Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Antonio Tajani. Ressa di cameraman, fotografi e cronisti. Tricolore lungo 500 metri è stato esposto nella manifestazione. Matteo Salvini ha detto: “Capisco la voglia e la rabbia, ma dobbiamo costruire un percorso che porti l’Italia lontano senza dover aspettare aiuti esterni che tanto non arrivano. Ora dobbiamo trasformare queste proposte in emendamenti da suggerire al governo”.

Coronavirus: Associated Press, la Cina ha ritardato nel dare le informazioni

Secondo Associated Press, la Cina ha ritardato nel dare le informazioni riguardanti il nuovo coronavirus responsabile della pandemia di Covid-19, ostacolando il lavoro dei funzionari dell’Organizzazione mondiale della sanità nella prima fase dopo la scoperta di casi di polmoniti anomale a Wuhan. La Cina avrebbe ritardato la diffusione delle informazioni sia sul genoma del virus sia sui primi pazienti, rendendo difficile determinare la velocità di trasmissione del coronavirus. Le lodi ricevute dall’Oms sarebbero state soprattutto un invito a Pechino a rilasciare maggiori informazioni, secondo Associated Press, mentre in privato i funzionari dell’agenzia delle Nazioni Unite si sarebbero più volte lamentati per i ritardi della Cina.

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