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Coronavirus Covid-19: Ue, “campagne di disinformazione mirate da Paesi terzi, in particolare Russia e Cina”

Josep Borrell e Vĕra Jourová (foto SIR/CE)

La pandemia di coronavirus “è anche un’infodemia. È accompagnata da un’enorme ondata di disinformazione e frodi ai danni dei consumatori”. Josep Borrell, Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, commenta la “comunicazione” resa nota oggi dall’esecutivo di Bruxelles contro la disinformazione. “La disinformazione – chiarisce – non solo danneggia la credibilità delle nostre democrazie, ma danneggia anche i cittadini”. Vera Jourova, commissaria, aggiunge: “L’Italia è tra i Paesi che sono stati più colpiti dalla infodemia”. E cita, tra le fonti di disinformazione, Russia e Cina: “Abbiamo sufficienti prove per dirlo”. Nel documento diffuso dalla Commissione si legge che durante la crisi l’Ue “ha intensificato le proprie attività volte ad informare i cittadini sui rischi e a rafforzare la cooperazione con altri soggetti internazionali per contrastare la disinformazione”. La Commissione “continua a sfatare i miti che circondano il coronavirus tramite una pagina web che ha totalizzato più di 7 milioni di visualizzazioni”. “Vi sono state operazioni di influenza e campagne di disinformazione mirate, intraprese nell’Ue, nei Paesi vicini e a livello globale da soggetti stranieri e da alcuni Paesi terzi, in particolare Russia e Cina”. Ad esempio, la task force East StratCom ha individuato e denunciato sul sito web EUvsDisinfo “più di 550 narrazioni di disinformazione provenienti da fonti pro-Cremlino”.
La Commissione ha inoltre monitorato le azioni delle piattaforme digitali. Sono ora “necessari ulteriori sforzi, più trasparenza e maggiore responsabilità”. “Le piattaforme dovrebbero trasmettere relazioni mensili contenenti dati più dettagliati sulle azioni da esse svolte per promuovere contenuti autorevoli e limitare la disinformazione sul coronavirus”; sulla base delle attività dell’Osservatorio europeo dei media digitali, di recente istituzione, l’Ue “potenzierà ulteriormente il sostegno offerto a verificatori di fatti e ricercatori”. È d’altro canto necessario “garantire la libertà di espressione e il pluralismo del dibattito democratico, un aspetto centrale della nostra risposta alla disinformazione”. La Commissione continuerà a monitorare l’impatto sul diritto e sui valori dell’Ue delle misure di emergenza adottate dagli Stati membri nel contesto del coronavirus. Non da ultimo emerge l’impegno a “fornire strumenti ai cittadini, sensibilizzarli e rafforzare la resilienza della società”; ciò significa “consentire ai cittadini di partecipare al dibattito democratico salvaguardando l’accesso alle informazioni e la libertà di espressione e promuovendo l’alfabetizzazione mediatica e la cultura dell’informazione dei cittadini, compresi pensiero critico e competenze digitali. Si tratta di obiettivi conseguibili attraverso progetti di alfabetizzazione mediatica e sostenendo le organizzazioni della società civile”. A Bruxelles sono in fase di predisposizione il “Piano d’azione europeo per la democrazia” e la legge sui servizi digitali.

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