Coronavirus Covid-19: Fratres Firenze, “in lockdown raccolte 100 sacche in più”. Ai guariti, l’appello a “donare per sperimentazione con plasma iperimmune”

“Un piccolo gesto che rende grandi”: è uno degli slogan dell’associazione Fratres per la Giornata mondiale del donatore di sangue di domenica 14 giugno. Causa emergenza Coronavirus quest’anno non è stato possibile organizzare iniziative in piazza e l’appello a diventare donatori passa dai social e dal passaparola. A Firenze l’associazione Fratres conta 30 gruppi sul territorio, 500 volontari e circa 7mila donatori di sangue e plasma, che contribuiscono ogni anno a donare 13mila sacche di sangue. Dati costanti negli ultimi 5 anni, con una sorpresa durante il periodo del lockdown: “Dal 4 marzo al 15 maggio siamo riusciti a raccogliere 100 sacche in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”, spiega il presidente provinciale Massimo Cerbai. Nel periodo più delicato della pandemia l’associazione aveva acquistato da subito 3.500 mascherine e aveva chiesto ai propri donatori storici di dare il proprio contributo per salvare vite: “Per soccorrere un ferito grave in incidente stradale servono da 2 a 10 sacche di sangue, fino a 10 sacche servono per un trapianto di cuore e fino a 40 per un trapianto di fegato. La richiesta da parte degli ospedali è continua e donare il sangue è un gesto solidale che può cambiare il destino di tanti”, aggiunge Cerbai. Ora lo scopo delle telefonate ai donatori è parlare del nuovo progetto “Tsunami” per testare l’efficacia del plasma iperimmune per la cura dei pazienti affetti da Covid: “L’appello  è diretto ai 2.400 pazienti fiorentini guariti dal Coronavirus che devono presentarsi ai centri trasfusionali di Torregalli e Osma 28 giorni dopo il secondo tampone che ha dato esito negativo”, specifica il presidente di Fratres Firenze.

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