Uzbekistan: Unhcr, “50.000 persone apolidi otterranno la cittadinanza”

Si stima che saranno 50.000 le persone apolidi in Uzbekistan che acquisiranno la cittadinanza in seguito all’approvazione di una nuova legge nazionale. Una disposizione contenuta nella legge sulla cittadinanza, firmata venerdì dal presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev e che entrerà in vigore dal 1° aprile, concederà la cittadinanza a tutti gli apolidi registrati ai quali era stato rilasciato un permesso di soggiorno permanente in Uzbekistan prima del 1° gennaio 1995. L’Unhcr, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, accoglie con favore la nuova legge, durante la cui stesura aveva sottoposto una serie di raccomandazioni alle autorità nazionali. Le autorità stimano che sarà circa la metà della popolazione apolide dell’Uzbekistan, vale a dire 49.228 persone, a godere delle disposizioni della nuova normativa, vedendosi riconosciuto lo status di cittadini. Anche i figli dei beneficiari della normativa avranno il diritto di acquisire la cittadinanza secondo le medesime procedure. La nuova legge, inoltre, prevede importanti disposizioni volte a prevenire l’apolidia e introduce, per la prima volta, procedure semplificate di acquisizione della cittadinanza per naturalizzazione. Di tali procedure, che entreranno in vigore a settembre di quest’anno, potranno beneficiare anche gli apolidi registrati in possesso di permesso di soggiorno permanente rilasciato a partire dal 1° gennaio 1995. Negli ultimi tre anni l’Uzbekistan ha concesso la cittadinanza a circa 10.000 apolidi, apportato modifiche alle prassi di registrazione delle nascite per garantire la registrazione universale di tutti i neonati, compresi i figli di genitori privi di documenti di identità, e lanciato una campagna su scala nazionale per individuare e registrare tutte le nascite non documentate. Attualmente, in Uzbekistan, gli apolidi registrati sono 97.346. I casi di apolidia diffusi nel Paese e in tutta la regione circostante sono in larga parte il risultato della dissoluzione dell’Unione Sovietica avvenuta nel 1991 e della formazione di nuovi Stati, che ha causato centinaia di migliaia di persone apolidi in tutta l’Asia Centrale. Molti hanno potuto mantenere o acquisire la cittadinanza degli Stati successori, altri si sono ritrovati bloccati all’interno delle frontiere di recente costituzione, in possesso di passaporti non più validi.

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