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Coronavirus Covid-19: Slovacchia, Conferenza episcopale su cancellazione celebrazioni liturgiche pubbliche, “non è il tempo dell’eroismo di bassa lega”

(Bratislava) – Anche se la Slovacchia è attualmente uno dei Paesi meno colpiti dal Covid-19 in Europa (84 i tamponi positivi), il governo ha adottato una serie di misure preventive molto rigide. Tra queste la cancellazione di sante messe, liturgie e altri appuntamenti ecclesiali per due settimane, eventualmente prorogabili. Tale situazione ha suscitato un’ondata di proteste non solo tra i fedeli ma anche tra il clero. Molti sacerdoti si sono rivolti alla Conferenza episcopale esprimendo preoccupazione, chiedendo chiarimenti e manifestando il proprio dissenso, forse perché molte di queste misure preventive ordinate dal governo sembravano troppo severe. Oltre alla dichiarazione ufficiale della Chiesa cattolica, che include una spiegazione dettagliata, il portavoce della Conferenza episcopale, p. Martin Kramara, ha deciso di indirizzare una lettera personale ai suoi “fratelli nel sacerdozio”. In essa spiega come sia stato difficile per tutti i sacerdoti accettare la decisione del governo di sospendere tutte le celebrazioni eucaristiche pubbliche e ricorda che molti rappresentanti del clero sono rimasti fedeli alla propria missione sacerdotale in passato nonostante la repressione comunista. Questa volta però, si legge nella lettera, la situazione è diversa. Oggi nessuno teme il potere laico poiché nessuno ha intenzione di attaccare la Chiesa… La chiave dell’obbedienza è la vita e la salute delle persone e questo fine ultimo ha ispirato la dolorosa decisione dei vescovi di accettare la raccomandazione del governo. “Non vogliamo abbandonare i nostri fedeli… ma non ascoltare lo Stato in questa situazione sarebbe eroismo di bassa lega”, si legge nella missiva. P. Kramara spiega che la crisi rappresenta un’opportunità, l’occasione per renderci conto di quanto sia importante e prezioso il sacramento dell’Eucaristia: “Cogliamo quest’occasione, anche se indesiderata, per condurre la gente a Dio. Cerchiamo nuovi mezzi e modi: lo streaming, i social, le tecnologie moderne. E vediamo tutto questo in uno spirito di responsabilità verso il prossimo”.

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