Coronavirus Covid-19: vescovi svizzeri, vietate tutte le celebrazioni e le manifestazioni religiose

Divieto di tutte le celebrazioni religiose pubbliche e tutte le manifestazioni religiose. Posticipo a data da destinarsi di tutti i battesimi, le prime comunioni, le cresime e i matrimoni. I funerali possono essere celebrati ma in condizioni rigorose e con il minor numero di persone possibile. I vescovi svizzeri restringono al massimo le disposizioni previste per contenere il contagio del Covid-19 dopo che il Consiglio federale ha dichiarato la “situazione straordinaria” e da mezzanotte hanno chiuso bar, ristoranti, locali pubblici, scuole e negozi non alimentari fino al 19 aprile. Significa che da oggi i 26 Cantoni dovranno allinearsi alle misure decise a livello federale e non potranno varare misure autonomamente. Lo stesso vale a livello religioso e cattolico per tutte le diocesi della Confederazione. In una nota diffusa oggi pomeriggio, la Conferenza episcopale svizzera precisa che le misure adottate devono essere osservate rigorosamente e sono valide per tutte le diocesi. Nella circolare, i vescovi invitano chiunque abbia sintomi influenzali o che faccia parte dei gruppi a rischio, a rimanere a casa. Da qui poi il divieto di ogni celebrazione pubblica religiosa. I sacerdoti possono celebrare la messa solo in privato e i vescovi dispensano i fedeli dall’obbligo della messa domenicale. Sono ovviamente vietati tutti gli eventi nelle parrocchie, nelle missioni linguistiche e nei servizi specializzati. Le chiese rimangono aperte per la preghiera personale. Non sarà consentita la distribuzione della comunione a casa. La nota si conclude con un invito da parte della Conferenza episcopale svizzera a tutti “ad assumersi la responsabilità per contribuire a limitare questa pandemia”.

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