Irlanda: nel giorno di san Patrizio il suono delle campane di tutte le chiese del Paese per non perdere la speranza

(Foto ANSA/SIR)

Il suono delle campane alle 11 per tre minuti in tutte le chiese del Paese, come un invito a pregare per la salute di chi è malato e per il personale medico e come un incoraggiamento a non perdere la speranza in un tempo difficile come questo. Così l’Irlanda sta celebrando oggi il “St. Patrick’s Day”, la festa più importante dell’anno. Bar e pub sono stati chiusi come misura di contenimento del contagio da Coronavirus. Tutte le manifestazioni sono state cancellate. Anche le messe si sono celebrate rigorosamente via webcam e il governo ha invitato i cittadini a non organizzare party privati nelle abitazioni. Nel suo messaggio annuale alla Nazione, il presidente Michael D. Higgins ha invitato gli irlandesi a trarre ispirazione da san Patrizio e mostrare “solidarietà e preoccupazione per i nostri concittadini” mentre il Paese combatte l’epidemia di Coronavirus.
Nella pro-cattedrale di St. Mary, a Dublino, come ogni anno, l’arcivescovo Diarmuid Martin ha benedetto lo Shamrock, il trifoglio che è uno dei simboli dell’Irlanda. “Per generazioni la gente è venuta in questa Pro-Cattedrale il giorno di San Patrizio, per ricordare il nostro patrono nazionale, per pregare per il nostro Paese e la sua gente e per celebrare ciò che è più profondo nella nostra identità nazionale”, ha detto l’arcivescovo che poi ha subito aggiunto: “Oggi, il giorno di San Patrizio 2020, è diverso. Celebriamo con un piccolo numero di persone presenti, collegate in webcam. Tutti noi abbiamo paura del futuro e molti si sentono sempre più vulnerabili. Siamo in una situazione difficile che non vedrà fine per un po’ di tempo”. L’arcivescovo ha quindi parlato anche delle misure molto restrittive che il governo ha chiesto alla popolazione irlandese, invitando a rispettarle “con un senso di responsabilità personale e dovere civile”. “I nostri sacrifici sono nulla se pensiamo alla grande prova di impegno che stanno dando i nostri servizi di sanità pubblica, in particolare i nostri infermieri, medici, funzionari della sanità pubblica”. “Dobbiamo a tutti loro un debito di gratitudine”. L’arcivescovo ringrazia anche i sacerdoti che in questa situazione critica, continuano a servire gli ammalati. Il pensiero dell’Irlanda, oggi nel giorno di San Patrizio, va dunque agli anziani, alle persone più vulnerabili, a chi vive solo. Ai genitori, che si prendono cura dei bambini ora che le scuole sono chiuse. Alle famiglie con situazioni speciali. Ai bambini e agli studenti i cui studi vengono interrotti. “Penso ai senzatetto. Penso in modo molto speciale a coloro che si svegliano ogni mattina non sapendo cosa accadrà al loro lavoro e al loro sostentamento”. “Siamo venuti qui questa mattina per pregare”, ha quindi concluso l’arcivescovo. “Non sappiamo per quanto tempo durerà la situazione attuale. Altre misure più rigorose potranno essere richieste. La comunità cristiana sa che il Signore è sempre stato fedele al suo popolo. La nostra fede e fiducia in Dio può darci una forza in più”.

 

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