Diocesi: Taranto, stasera mons. Santoro ordina due nuovi sacerdoti

Un giorno di festa per l’arcidiocesi di Taranto. Stasera, nella concattedrale Gran Madre di Dio, alle 18.30, verranno ordinati sacerdoti dall’arcivescovo metropolita, mons. Filippo Santoro, don Francesco Fanelli, 26 anni, e don Alessandro Fontò, 36 anni.
Don Francesco Fanelli è attualmente impegnato nella cattedrale di san Cataldo, accanto al parroco mons. Emanuele Ferro, e lì proseguirà il suo cammino sacerdotale. Don Francesco è originario di san Marzano di san Giuseppe ed è il secondo di tre fratelli. “Sono cresciuto nella semplicità del mio paese, tra una partita di pallavolo e una pizza con gli amici, tra la scuola e le messe la domenica servite all’altare – racconta – e il mio presbiterato spero abbia sempre lo stile della fraternità. Sento che questa è la mia vocazione particolare. Fratello tra fratelli, fratello dei giovani, dei più poveri tra i poveri, per citare la santa madre Teresa di Calcutta. Sono molto a mio agio in contesti socialmente duri, tra la gente ‘lontana’. Sono queste persone i miei primi formatori al ministero. Primo Mazzolari docet”.
Don Alessandro Fontò, di Crispiano, invece ha una storia vocazionale diversa. “Ho ricevuto la chiamata il 26 agosto 2009 alle 12, mentre ero in preghiera alla Verna di Assisi. Un giorno, un luogo ed un orario preciso che mi hanno spinto a cambiare vita. Avevo un lavoro stabile, vigile urbano a Milano, dove per tre anni mi sono trasferito per l’allora fidanzata Irene”. Il suo ministero di sacerdote proseguirà nella basilica di san Martino, a Martina Franca, dove si trova attualmente. “La comunità della basilica è molto piccola e il centro storico di Martina Franca, come tutte le realtà storiche, è disabitato o abitato da anziani. Abbiamo numeri bassi – sottolinea – rispetto a una parrocchia di città ma è interessante vivere in un centro che, di fatto, è una periferia sociale: hai da risolvere tante situazioni di povertà e di solitudine. C’è poi un altro aspetto, che è quello missionario: la basilica è mèta di passaggio di tanti turisti e il sagrato, nelle sere di estate, si riempie di giovani fino a tardi. Così mi ritrovo a incontrare e a confrontarmi con questi ragazzi: non serve allontanarsi troppo per fare missione”.

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