Commemorazione defunti: mons. Lagnese (Ischia), “pregare per loro in famiglia, raccontando a figli e nipoti le storie di chi non c’è più”

“Anche se quest’anno, a causa della pandemia, dovremo attenerci a particolari prescrizioni, o forse addirittura evitare di andare, visitare i cimiteri è un gesto che innanzitutto esprime la riconoscenza verso chi ci ha voluto bene e dice la nostra gratitudine per ciò che da loro abbiamo ricevuto e imparato”. Lo scrive il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, in un messaggio, in occasione del 2 novembre. “In fondo – osserva il presule – siamo il frutto di rapporti: a incominciare da quelli con i nostri familiari e, primi fra loro, i nostri genitori che ci hanno trasmesso la vita e ci hanno dato amore. Portiamo dentro di noi tante storie e tante persone che, in ogni caso, hanno segnato la nostra esistenza e orientato le nostre scelte: volti e incontri di persone che ora non ci sono più. Ricordarci di loro ci farà bene; ci aiuterà a riconoscerli vivi, a rinsaldare la relazione con loro e a riconciliarci con la nostra storia; con loro potremo parlare – e permettere che anche loro ci parlino – e dire loro: ‘grazie, perdonami, ti voglio bene’, o solamente: ‘mi manchi’ Sostare in preghiera presso le tombe dei nostri cari è però, ancor prima, un atto di fede nel Signore Gesù e in ciò che Lui ha fatto per noi: Egli, con la Sua morte e resurrezione, ha vinto il peccato e la morte e ci ha aperto le porte del Cielo”, dove “rivedremo anche i nostri cari”. Ma già ora “possiamo unirci a loro” nella preghiera. Ma “fermarci dinanzi alle tombe dei nostri cari, o anche soltanto passeggiare nei viali del cimitero, ci aiuterà anche a meditare sulla nostra morte e ricordarci che siamo pellegrini; che un giorno saremo chiamati a rendere conto a Dio della nostra vita e a riflettere sull’urgenza della nostra conversione. Sarà una pausa salutare per pensare alla nostra esistenza e alle nostre scelte, e a tutte le occasioni perse perché vissute senza amare”. Quest’anno, però, a causa del Covid, forse non si potrà andare al cimitero o al massimo sarà una visita fugace. Perciò il vescovo suggerisce un’alternativa: “Vi propongo di vivere un momento di intimità familiare: l’invito è a raccogliervi in preghiera a casa, per pregare insieme il santo Rosario per i vostri defunti e poi insieme fare memoria dei nostri cari, fermandovi a parlare con figli e nipoti per raccontare storie e fatti della vita di chi non c’è più, momenti di dolore e di lacerazione da loro vissuti, e ricordare i sacrifici e gli esempi belli che ci hanno lasciato. Sarà l’occasione per vivere un momento di comunione tra voi e con i vostri defunti e passare la memoria dei vostri cari a coloro che vengono dopo di voi. Io vi accompagnerò con la mia preghiera” e “per loro celebrerò la Divina Eucarestia”.

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