Consulta nazionale antiusura: Gualzetti (presidente), “la pandemia ha moltiplicato le povertà”. “Proseguire il processo di integrazione con le Caritas diocesane”

“La pandemia da Covid-19 ha imposto delle trasformazioni negli stili di vita delle persone e nell’economia che hanno amplificato e moltiplicato le povertà, creando tutte le condizioni favorevoli per la diffusione dell’usura da criminalità comune e organizzata”. Lo ha evidenziato il neo presidente della Consulta nazionale antiusura, Luciano Gualzetti, durante l’Assemblea delle Fondazioni antiusura, i cui presidenti lo hanno eletto stamattina a Roma. “Sono cambiati i bisogni, le fragilità e le richieste intercettate, a cui dovranno per forza seguire dei mutamenti negli interventi e nelle prassi operative delle Fondazioni antiusura – ha sottolineato Gualzetti -. Non è ancora chiaro quando questa emergenza, che non è solo sanitaria ma anche economica e sociale, terminerà, né come sarà il futuro che ci aspetta. Sono in aumento le difficoltà finanziarie legate alla perdita del lavoro e delle fonti di reddito, al pagamento di affitto o mutuo, a cui si aggiungono quelle delle persone con impiego irregolare fermo a causa della pandemia, dei lavoratori dipendenti in attesa della cassa integrazione, dei lavoratori autonomi/stagionali in attesa del bonus 600/800 euro, dei pensionati”. In questi mesi “molto è stato fatto, ma c’è bisogno di rispondere in modo più forte alle necessità delle persone sovrindebitate o a rischio di usura – il monito del presidente della Consulta -. Per fare ciò c’è bisogno di un maggiore coinvolgimento e sostegno delle 32 Fondazioni antiusura territoriali”. Infine, Gualzetti ha offerto uno sguardo verso il futuro: “È importante inoltre proseguire il processo di integrazione con le Caritas diocesane, per essere più incisivi sui territori e per non lasciare spazi non presidiati a chi del prestito a usura ne fa una ragione di profitto illecito sulla pelle delle persone più fragili e indifese”.

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