Belgio: proposta di legge su estensione aborto fino a 18 settimane. Card. De Kesel, “tutela vita è di massima importanza”. “Feto percepisce il dolore”

“La tutela della vita nascente è di per sé della massima importanza, anche e soprattutto nello stato di diritto. Tanto più che oggi sono in corso nuove ricerche sulla percezione del dolore nel feto”. È quanto si legge in una dichiarazione dei Vescovi del Belgio a firma del cardinale Jozef De Kesel diffusa oggi. L’episcopato prende posizione in merito ad una proposta di legge in discussione al Parlamento federale che prevede di estendere il termine per l’aborto da dodici ad almeno diciotto settimane dopo il concepimento. Si suggerisce inoltre che non solo gravi condizioni mediche possano essere citate come motivo, ma anche problemi mentali. Il testo prevede inoltre anche l’abolizione del periodo di riflessione di sei giorni e l’abolizione dell’obbligo di fornire informazioni sulle possibili alternative. Nella nota i vescovi sottolineano che non c’è alcuna descrizione nella proposta di cosa si intenda per “problemi mentali”. Possono quindi essere di tutti i tipi e “la vita di un bambino può quindi essere interrotta, anche se non rappresenta una grave minaccia per la vita o la salute della madre”. I vescovi fanno anche notare come l’interruzione della gravidanza dopo dodici settimane sia un intervento “molto più pesante e molto più radicale. È importante che ne siamo pienamente consapevoli”. Anche per chi dovrà realizzare questi interventi, “non sarà facile”. Già nel 2019 medici, ostetriche, infermieri e altri operatori sanitari hanno espresso pubblicamente preoccupazione per la proposta di proroga del termine. Secondo i vescovi “il legislatore si è finora preoccupato di trovare un equilibrio tra la tutela della vita nascente e l’autodeterminazione della gestante. Non è più così nelle nuove proposte”. E aggiungono: “La nostra società ha sempre più difficoltà a gestire tutto ciò che interferisce con i nostri progetti e sconvolge il nostro modo di vivere. Questa osservazione vale per gli anziani e i malati, per i poveri e per gli stranieri, per le persone che devono fuggire dal proprio Paese. Questo è anche il caso della vita non nata. Così scrive Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’: “Se si perde la sensibilità personale e sociale all’accoglienza di una vita nuova, allora vengono meno altre forme di accoglienza utili alla vita sociale”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori