Giornata del malato: mons. Maffeis (Perugia), “la Chiesa non venga meno alla sua missione nell’esercizio della cura, della vicinanza e della compassione”

“Nonostante la fragilità, la vulnerabilità e malattia facciano parte della nostra esperienze umana, non siamo mai pronti per affrontarle: anzi, come ricorda il Papa, la malattia può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono da parte degli altri o nella chiusura che ci imponiamo per non essere loro di peso”. Lo ha ricordato ieri l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, mons. Ivan Maffeis, nell’omelia pronunciata durante la celebrazione eucaristica che ha presieduto nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, alla presenza di numerosi fedeli tra diversamente abili e loro familiari, volontari della Caritas-Associazione Perugina di Volontariato, Croce Rossa, Unitalsi ed operatori socio-sanitari.
“Ecco perché – ha sottolineato il presule – è così importante, anche riguardo alla malattia, che la Chiesa non venga meno alla sua missione, che si esprime nell’esercizio della cura, della vicinanza e della compassione”. “A far la differenza – ha osservato l’arcivescovo – a volte basta poco ed è un poco alla portata di tutti: quell’attimo di attenzione, di ascolto, quel sapersi ricordati dalla preghiera degli altri cambia le cose, elimina la condizione di solitudine, genera un mondo più fraterno”.

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