Attacco a Israele: don Buonaiuto (InTerris), “media non alimentino incendio”

“In un momento così doloroso anche i mass media hanno una responsabilità irrinunciabile affinché le parole non alimentino ulteriormente l’incendio”. Per questo “è un macroscopico e inaccettabile errore identificare l’insieme dei palestinesi con Hamas così come lo è negare che Israele sia una democrazia al cui interno ferve il dibattito sulle cause e le risposte a quanto sta accadendo”. Lo scrive don Aldo Buonaiuto, fondatore di In Terris, in un editoriale dedicato all’attacco di Hamas a Israele. “La giustizia fermerà le armi in Terra Santa se ogni israeliano e palestinese concretamente rispetterà i diritti altrui e si sforzerà di adempiere pienamente i propri doveri verso gli altri”, scrive il sacerdote. La tragedia in corso conferma che “il concetto di bene comune deve essere elaborato con un orizzonte mondiale. Nessuno si salva da solo e nessuna potenza mondiale (Stati Uniti, Russia, Unione europea, Paesi arabi) può chiamarsi fuori dalla barbara uccisione di innocenti. O la pace è autenticamente universale o siamo tutti in pericolo, come dimostrano decenni di terrorismo internazionale”. Per questo, rimarca don Buonaiuto, “è sempre più evidente l’esigenza di un’autorità pubblica a livello internazionale, che possa disporre dell’effettiva capacità di pacificare lo scacchiere mediorientale, partendo dal riconoscimento, dal rispetto, dalla tutela e dalla promozione dei diritti delle persone e dei popoli. Le Nazioni Unite hanno a Gaza la possibilità e il dovere di agire come strumento credibile per attuare la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Solo attraverso una reale presenza diplomatica e geopolitica dell’Onu – conclude – sarà possibile l’edificazione di una condizione fondata sull’ ordine anziché sul disordine, sul dialogo invece che sulla forza. Per questo la Santa Sede, a tutti i livelli di confronto tra gli Stati, non smette di ribadire come la difesa sovranazionale dei diritti umani sia il presupposto indispensabile per la promozione e la difesa della sicurezza globale”.

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