Brasile: dom Oliveira de Azevedo (Cnbb), “come si può parlare di indipendenza con 32 milioni di persone che soffrono la fame?”

L’arcivescovo di Belo Horizonte e presidente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), dom Walmor Oliveira de Azevedo, ha diffuso ieri un video con una riflessione in occasione del bicentenario dell’indipendenza del Brasile, che si celebra oggi, 7 settembre. Una ricorrenza che invita a coltivare il coraggio cristiano, che è alla base dell’esercizio della cittadinanza. “Il coraggio è fondamentale per fare nuovi passi nel consolidamento di un’indipendenza sognata duecento anni fa, ma che, per diventare effettiva, richiede la dedizione di ciascuno”, ha affermato. Infatti, non c’è una completa indipendenza quando la ricchezza viene strappata dal Paese: “Una nazione veramente indipendente e democraticamente sovrana non si piega agli interessi economici di un mercato indifferente alle disuguaglianze sociali”, sottolinea.
Per il presidente della Cnbb, riaffermare l’indipendenza del Paese significa non tollerare gli attacchi alla democrazia e alle sue istituzioni: “Il Brasile ha urgente bisogno di percorrere nuove strade per superare problemi che vanno nella direzione opposta all’indipendenza. Gli indicatori mostrano che la fame è aumentata più rapidamente in Brasile negli ultimi due anni. La domanda rimane: c’è indipendenza in un Paese con più di 32 milioni di persone intrappolate nella fame? Da considerare anche il grave degrado ambientale che consuma le nostre foreste, inquina oceani e fiumi e porta via le nostre montagne, imponendo sacrifici a gran parte della popolazione”.
Dom Oliveira de Azevedo si chiede: “Cosa potremmo sentire dire da un indigeno la cui terra, dove vive e dove sono sepolti i suoi antenati, è devastata dall’estrattivismo predatorio in Brasile? Come si può parlare di indipendenza quando tante comunità brasiliane, in nome del profitto, sono soggette a un’attività mineraria che provoca morte e distruzione?”.
L’arcivescovo esprime la speranza che il grido di indipendenza che echeggiò sulle rive del fiume Ipiranga 200 anni fa possa ispirare “gesti quotidiani, capaci di rendere il Brasile una nazione sempre più sovrana, con meno disuguaglianze sociali, più giustizia e pace”. In quest’ottica, il presidente della Cnbb richiama il ruolo centrale di tutti coloro che si dedicano a quella che Papa Francesco, nella “Fratelli tutti”, chiama “la miglior politica”.

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